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13/104 è il numero magico, e ora? E ora è tutto da scoprire, sicuramente il meglio arriva da adesso in poi... Buona lettura!


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domenica 10 giugno 2012

Aggratisse! - Creatività

Difficoltà sul lavoro se ne incontrano ogni giorno: colleghi inadeguati, referenti sempre in ritardo sui tempi, diversi modi di vedere e di pensare, metodologie talvolta opposte per raggiungere lo stesso obiettivo. La situazione in sè non sarebbe neanche tanto grave, è un po' tutta la vita ad andare così... Con il risultato, nel 97% dei casi, che si arriva la sera così stanchi ed esauriti che certi giorni neanche le repliche del telefilm preferito bastano per scaricare la tensione accumulata.
Ironia a parte, il rischio che si corre è che banali problemi sul lavoro s'ingigantiscano ad ogni metro percorso per tornare a casa, diventando qui bolle pronte ad esplodere addosso ai malcapitati o, peggio, pronte ad implodere dentro un silenzio rabbioso, che a sua volta prima o poi andrà a scaraventarsi da qualche parte.
Il nodo è proprio questo: piaccia o no, il lavoro resta una delle attività principali delle nostre giornate; se non lo è anche in termini di coinvolgimento emotivo, di sicuro lo è per il tempo che gli dedichiamo, in un rapporto tempo lavoro/tempo libero che a fatica sta in equilibrio, soprattutto se sei giovane e precario (rarissimo oggi)...
La professoressa di lettere del ginnasio (18 ore settimanali di ordinaria follia, ma le dobbiamo tanto) al primo giorno di scuola ci disse che nei due anni successivi avremmo passato più tempo con lei che con i nostri genitori (promessa? Minaccia?), che capovolto significava che lei per lavoro passava più tempo con noi che con i suoi figli...
Gli esperti chiamano questo complesso rapporto "work life balance", io so solo che è difficile da gestire ma fondamentale, per non mandare all'aria le proprie giornate giusto per qualche sfuriata in riunione.
Il problema è ampio e complicato, per cui non posso che consigliarvi - Aggratisse! - di valutare quella che è stata la mia personale soluzione: creatività! Perchè il lavoro non vi corroda, nè vi venga in mente di mollare, createvi altro lavoro, magari sognando e ragionando su quello che da sempre sta in fondo alla vostra scatola dei desideri. Forse riuscirete a costruire pian piano qualcosa di concreto, i sogni prenderanno forme delineate e saprete come muovervi nella realtà. Forse non riuscirete a realizzare molto, ma averci provato e pensato vi avrà almeno un po' sollevato dalle seccature quotidiane.
Aggratisse! - Consiglio nel consiglio: cominciate a realizzarla davvero, la vostra scatola dei sogni. Prima conteneva scarpe (belle e col tacco), biscotti, un gioco da tavola; ora, con un po' di carta colorata, nastri e creatività contiene ritagli di giornali e riviste, biglietti da visita, foto, post-it e appunti dei vostri nuovi sogni di lavoro!

sabato 26 maggio 2012

La cultura della luna

Qualche giorno fa ho partecipato ad una riunione all'università, nel dipartimento in cui ho studiato per la laurea e il dottorato. Un legame affettivo fortissimo mi lega alla professoressa e ai colleghi del gruppo di ricerca, tanto che ancora adesso sento di farne parte e continuo a collaborare, per quanto possibile nella distanza fra Milano e Messina, alle loro attività, sulle quali mi aggiornano e coinvolgono costantemente, consapevoli di un senso di appartenenza che il loro stesso atteggiamento aiuta ad alimentare.
Ero a Messina per altre questioni di lavoro e sono passata per partecipare alla consueta riunione del mercoledì e ho trovato, come sempre, un gruppo di persone che parlano e dibattono di Cultura; della Cultura vera, quella senza doppi fini, quella che ogni tanto dimentica le necessarie implicazioni economiche e si libera in approfondimenti pieni di contenuti e di domande, quella che vive della curiosità e del dubbio, senza mai divenire però il vuoto di certe speculazioni fine a sè stesse, distaccate dalla realtà, mere teorie senza risvolti pratici.
Le obiezioni contro gli accademici sono mille, e già aspetto i commenti arrivare uno ad uno a dire che si tratta di persone che guadagnano troppo e lavorano poco, che si occupano di cose inutili, che questi soldi potrebbero essere usati meglio... Obiezioni legittime, ma - permettetemi - superficiali.
Ascoltavo i miei colleghi parlare e confrontarsi su argomenti apparentemente obsoleti e mi sono sentita orgogliosa di essere, e soprattutto di essere stata, una di loro, di quelle persone che mentre la crisi affligge tutti, i teatri chiudono, le sale cinematografiche spariscono, le librerie si trasformano in negozi di abbigliamento per bambini viziati e già nel giro dei consumi inutili, continuano a credere nella Cultura, continuano a tenerla come ragione di vita, di crescita, di libertà.
Una situazione come quella riunione, piena di entusiasmo e consapevolezza, credo sia qualcosa che ha a che vedere con la storiella della luna e del dito, perchè magari a studiare i classici non si impara ad andare sulla luna, ma si trasmette ad ogni uomo l'importanza di inseguire il desiderio di andarci, perchè nessun sogno è mai abbastanza folle da non essere creduto.

venerdì 6 gennaio 2012

Nuovi propositi

L'anno nuovo è iniziato già da un po', tutti hanno esplicitato i proprio propositi (buoni o cattivi) per il 2012 e io sono ancora a pensarci.
Scusate, ma sono lenta nell'elaborazione di idee importanti, tipo propositi  e linee-guida per i prossimi 360 giorni.
Ho in mente una specie di top-ten di 10+1 pensierini per vivere meglio il lavoro nei mesi a venire, ma ci penso e ci ripenso perché non sono sicura risponda veramente alle mie esigenze e priorità.
Di seguito, in ordine sparso:
1. Non dedicare neanche un minuto alle inutilità (tanto se sono inutili prima o poi spariranno).
2. Tacchi! (I marcatori esterni sul lavoro servono e 7 cm in più pure, soprattutto all'umore).
3. Dedicare ogni giorno almeno un po' di tempo alla crescita (può essere la lettura di un libro, ascoltare persone competenti, una buona ricerca sul web).
4. Tutto fa brodo (riprendere vecchi appunti, biglietti da visita, articoli sottolineati e poi lasciati sulla libreria, da qualche parte c'è una parola chiave che attende di essere colta).
5. Scrivere un romanzo (a grande richiesta).
6. Seguire sogni e progetti anche non miei (quando sono belli e c'è da crederci, e finora sono belli e c'è da crederci).
7. Continuare con il blog la battaglia alla precarietà e alla disoccupazione giovanile (è una piccola voce, lo so, quasi insignificante, ma insieme alle altre può fare coro assordante).
8. Mettere ordine alla mole infinita di carte e documenti (occupano indebitamente scrivanie, librerie, cassetti, armadi e scaffali sia a casa che in ufficio... No, in realtà non lo voglio fare! Io odio ordinare!).
9. Ancora ricette! (siiiii! I love la rubrica "Pranzo di lavoro"... e si vede!).
10. Truccare gli occhi (troppo lavoro al pc mi ha reso ancora più cecata e da ieri indosso un paio di occhiali con due lenti che non le vogliono neanche le bottiglie per farci i classici fondi... E gli occhi si sono ridotti a due noccioline nascoste sotto vetro).


Manca il 10+1... Dopo questa serie di banalità...
10+1. Libero! Questo lo lascio libero per tutti i buoni propositi che arriveranno prossimamente, per avere una risposta ai veri problemi di lavoro e perché non c'è niente di più bello della libertà di fregarsene dei buoni propositi e scegliere momento per momento!

domenica 26 giugno 2011

Aggratisse - Come cercare e creare contatti di lavoro

Argomento gettonatissimo, alto rischio di dire ovvietà...
Argomento gettonatissimo soprattutto in un divenire storico così rapido in cui essere nessuno e spacciarsi per l'Uno è un attimo (RED ALERT: ovvietà level 1).
Vista la povertà del settore, nonchè la stagnazione di determinati rapporti e dinamiche, io direi, per cominciare - così ho fatto - di guardare ed ascoltare, considerando qualsiasi input, qualsiasi segnale, qualsiasi titolo di giornale una possibile fonte di contatti futuri: insomma, sveglia! Mi rendo conto che può sembrare poco credibile un invito da parte mia ad ascoltare e, soprattutto, guardare con attenzione, essendo ormai nota e proverbiale la mia miopia, ma quello che si deve attivare nel cercare contatti di lavoro è una vista mentale ampia, che faccia andare oltre il contingente e vedere il potenziale. Peraltro, a causa della miopia di cui sopra, mi sono trovata al centro di scenette esilaranti (vedi tu che novità!), attaccata a manifesti pubblicitari di iniziative culturali per leggere i dettagli dei loghi di partner e sponsor... (RED ALERT: ovvietà level 2).
Ci sono stati periodi in cui, per seguire io stessa il consiglio di cui sopra, mi sono trovata sommersa di ritagli di giornali, post-it con appuntati nomi e luoghi improbabili, indirizzi mail che non ero più in grado di ricondurre ad una persona o un ente... Per evitare, quindi, di essere spazzati fuori casa voi e il vostro disordine di carta, non resta altro che aggiungere: sintesi! Effettuata la raccolta, ripassate tutto il materiale con spirito critico - molto critico - ed eliminate tutto quello che, con un minimo di buon senso, riconoscete come superfluo, inutile o proprio di nessun interesse per voi. Un esempio per tutti: se non avete alcuna intenzione di alzarvi la mattina e non trovarvi il mare davanti andando a lavorare, beh, dite addio a quell'interessantissimo contatto in Trentino!
Occhio soprattutto a dimensionare o addirittura escludere tutto quello che alla fine non è funzionale a ciò che vorreste fare o vorreste essere: sono una grande fan della dura e faticosa gavetta, quel percorso personalissimo che ognuno di noi costruisce giorno per giorno, apprendendo ad ogni esperienza qualcosa in più.
Sono anche una grande fan della parola "multifunzionale", del saper fare più cose, perchè anche dalla più infelice delle esperienze si può portare con sè qualcosa da riversare in un nuovo lavoro. Tutto ciò, però, andrebbe fatto cercando di tenersi lungo la linea ideale dei propri sogni, o almeno in prossimità di essa (RED ALERT: ovvietà level 3).
Bene: se avete seguito fin qui, ora dovreste avere una piccola rubrica e una mappa di posti da frequentare per incontrare persone interessanti: allora movimento! Partecipate ad incontri, sentite di cosa si parla in giro, come si muovono i colleghi intorno a voi. Chiaramente è un investimento in termini di tempo, soldi, fatica e come ogni investimento porta risultati se fatto bene, con pazienza, semplicità e un po' di faccia tosta in certi casi! (RED ALERT: ovvietà level 4). 
Ricordiamo, comunque, che si tutto è utile, ma niente sia utilitaristico: i vostri contatti professionali sono anzitutto contatti umani, pur con il dovuto distacco: perciò sempre correttezza e umanità! (RED ALERT: ovvietà level 5). 
Quando nel frattempo avrete letto libri, partecipato a seminari, ascoltato dischi e concerti, e penserete di essere avanti a tutti, i migliori di tutti, che solo per la vostra preparazione il mercato non dovrebbe altro che offrirvi mille opportunità, allora... Umiltà! Imparare e ancora imparare, anche mentre non state più aspettando, anche quando vi sembra di capire molto meglio dei vostri referenti, anche quando a parlarvi è l'ultimo arrivato...
Anche quando a parlarvi sono io, con i miei consigli strampalati! (Green: GO)!

domenica 17 aprile 2011

Tutto quello che non è lavoro

Tutto quello che non è lavoro è svegliarsi la mattina e non sapere come trascorrere la giornata, infrangendo sogni già stanchi. Tutto quello che non è lavoro sono alibi, scuse, rimandi.
Sono padri e padrini che non vorresti e che non hai cercato, ma che ti inseguono ovunque, perchè hanno in tasca la soluzione, almeno fino alle prossime elezioni.
Sono pubbliche discussioni su un dramma privato.
Sono salotti da frequentare prendendo un permesso dal lavoro.
Sono famiglie che vedono giustizia per figli, mariti, fratelli morti di lavoro.
Non è lavoro lasciare soli giornalisti coraggiosi e soldati indifesi.
Tutto quello che non è lavoro è far passare per lavoro ciò che fuori da qui, nel mondo, non è considerato lavoro, ma definito volontariato.
Non è lavoro fare i parlamentari due ore a settimana, non è lavoro aspettare i clienti in una bottega riscritta dal sisma con calligrafia stentata. Non è lavoro lasciare le strade incomplete, le piazze vuote e le menti libere solo di espatriare (e spesso neanche quello).
Tutto quello che non è lavoro è l'optional che è diventato il lavoro, è qualcosa per cui offrono consolazione e mai soluzione.
L'assunzione per un mese, l'assenza di sostegni, un welfare per privilegiati: tutto questo non è lavoro.
E dire che è così semplice definire il lavoro: dignità.

venerdì 8 aprile 2011

Nuovi bilanci

Nuovi bilanci, nuovi numeri, nuove strade.13/20... Eh si, la superstizione è una scienza esatta, proprio il 13 è stato il mio numero fortunato!
Rapidissimo (lo ricordate...? In due giorni invio-colloquio-richiamo) ha sbaragliato tutti e mi ha portato un bellissimo lavoro, project management nel settore culturale!
Come se la primavera mi fosse esplosa dentro, ho una carica di energia e di entusiasmo che metà basterebbe per organizzare la biennale di Venezia!
Ho ancora quella forza che ti serve quando dici 'si comincia', come suggerisce il buon emiliano...
La domanda ovviamente adesso è: e ora? Cosa raccontare? Chiudere o continuare?
Rispondendo al sondaggio proposto, l'80% di voi lettori mi ha chiesto di continuare raccontando le mie avventure sul posto di lavoro (per poter ridere delle mie comiche quotidiane!), altri di continuare ad inviare curriculum, altri di cambiare argomento, una persona ha chiesto di chiudere...
Raccontare il percorso delle mie emozioni, iniziato inviando i cv e adesso riversato nel sorriso largo e sgangherato (per chi non lo sapesse, non ho due denti messi uno in fila con l'altro, sono 32 e ognuno fa stato a sè...) con cui ogni mattina saluto i nuovi colleghi è a sua volta un'emozione troppo positiva, allegra e liberatoria per lasciarla finire... E le parole poche e timide di chi - amici, conoscenti e sconosciuti - mi trasmette ogni giorno solidarietà e comprensione, gli stessi sentimenti che dice di ritrovare nei miei racconti, sono parole troppo forti per decidere di privarmene...
Più di 3.200 contatti in 2 mesi e mezzo... Una media di 50 persone al giorno che si collegano al blog per leggere le novità, commentare, rileggere vecchi post... Una comunità affettuosa, che gira intorno a parole che non sono più mie ma di tutti quelli che le leggono e ricevono, non merita il silenzio...
E così si continua....
Da quando esiste 104curriculum ho iniziato a conoscere un mondo nuovo per me, quello dei blog.
Ne esistono milioni al mondo, centinaia di migliaia solo in Italia. Ci sono blog importanti, di giornalisti e opinionisti seguiti più dei giornali, capaci di influenzare pure le scelte della Casa Bianca. Ci sono blog di moda, di cucina, sugli animali e sulla mia adorata Inter... Blog personali, curatissimi e aggiornati al minuto, e blog trascurati, diari aperti e mai più riscritti o riletti...
Ho letto da qualche parte che chi apre un blog personale con un progetto troppo preciso e razionale in media dopo un paio di mesi lo chiude, e che chi lo avvia in un momeno di forte spinta emotiva solitamente smette di scrivere già dopo pochi giorni.
104curriculum non è nè l'uno nè l'altro (anche in questo ribalto le regole e le personalizzo!), è un blog con un progetto ben preciso, ma scritto soprattutto col cuore e il cuore, si sa, ha spinte, percorsi, immotivazioni, sorrisi e sacchi pieni e vuoti tutti suoi, io non posso che continuare...

E poi, ragazzi, lasciatemi sognare di poter un giorno volare accreditata sull'Air Force One con Obama!

martedì 15 marzo 2011

Curriculum n. 15

Ancora alla ricerca di un contratto di almeno 6 mesi, visti i tentativi non molto riusciti dei primi 14 curriculum (ho avuto risposte, ma sempre per contratti non oltre i tre mesi), ho deciso che il 15 cambia percorso!
E così, proprio stamattina l'ho inviato ad una piccola casa editrice, proponendomi per una collaborazione nel settore sviluppo progetti culturali.
In realtà, quindi, è cambiata la tipologia del destinatario, ma il ruolo per cui mi propongo è sempre lo stesso.
Forse sarebbe stato più saggio iniziare dalle grandi realtà editrici italiane, ma "Angela e la saggezza" si unisce al capitolo "Angela e le regole", di cui parleremo alla fine, perciò ho preferito mandare il cv ad una realtà che ambisce alla crescita e con cui potrei condividerne la sfida.
E adesso qualcuno di voi mi dirà che dovrei avvicinarmi ad una casa editrice non per lavorarci, ma per presentare un libro scritto da me...
Chissà, magari arriverà anche quel momento e il libro sarebbe lo strumento per propormi a loro... Diventerebbe quindi una forma nuova di curriculum, il curriculum n. 105!

venerdì 11 marzo 2011

Curriculum n. 14

Il curriculum n. 14 è appena partito, ed insegue un sogno...
L'ho mandato ad uno studio di progettazione che si occupa di grandi eventi in cui si fondono arte e tecnologia multimediale: realizzano dei lavori bellissimi per la loro originalità, ogni visita è una vera esperienza.
Il curriculum insegue il sogno e la ragione mostra preciso e dettagliato il percorso che tiene lontano il curriculum dal sogno:
1) Nel sito web di questo studio non si trova accenno alcuno a possibilità di collaborazioni;
2) Se ci fossero possibilità di collaborazioni, possibilmente, cercherebbero architetti, light designer (povero Edison, chi glielo doveva dire che saremmo arrivati a tanto con le definizioni astruse...!?), web designer;
3) Io non sono nè architetto (e questo ormai è chiaro ai più...), nè light designer (...per fortuna...) nè web designer (...e pazienza!), ma una povera ignorantona del digitale, che per capire il funzionamento del programma del blog ci ha messo tre giorni (e qualcosa ancora mi sfugge).
4) Anche senza cercare collaborazioni, essendo molto "cool" come gruppo, saranno subissati da proposte di cv, figurati se guardano la laureata in lettere... antiche, peraltro!

Quattro argomentazioni e la ragione ha la meglio, il sogno dovrebbe evaporare... Dovrebbe, ma non lo fa... 

Tutti gli aforismi, tutte le frasi più belle, i pensieri sull'importanza dei sogni sono stati già espressi.
Tutti i consigli più seri, gli esempi più tragici sull'importanza di tenere i piedi ben a terra mi sono già stati forniti.
Perciò me ne sto traquilla, continuo ad inviare cv... E intanto aspetto che il curriculum n. 14 raggiunga il suo sogno!

venerdì 25 febbraio 2011

Ho rilasciato la mia prima intervista!

"Perchè hai lasciato la ricerca scientifica, Angela?"... Eh già, perchè? Ve lo spiego sul numero appena uscito di "Walk On Job", un free-pass sul mondo del lavoro diretto dalla brava Cristina Maccarrone, amica dai tempi dell'Università.
L'intervista è di Elisa Di Battista, che ha pazientemente tradotto in "giornalistichese" le mie lunghissime risposte!
A Cristina ed Elisa il mio grazie, a voi... Buona lettura!

martedì 1 febbraio 2011

Curriculum n. 3

Oggi è partito il curriculum n. 3, indirizzato ad una grossa organizzazione di cooperazione e organizzazione di progetti di volotariato nei Paesi sottosviluppati o in via di sviluppo.
Solitamente queste grosse associazioni che gestiscono progetti in tutto il mondo, sono organizzate, al loro interno, come delle vere e proprie aziende, con dipartimenti operativi, una gerarchia magari democratica ma comunque ben definita, dei dipendenti e dei collaboratori esterni, uno staff, insomma, capace di gestire, far funzionare, e magari ampliare, la complessa macchina che tiene in piedi. Ovviamente in queste grandi strutture un dipartimento fondamentale è quello che si occupa di marketing e fundraising, ovvero recuperare i fondi da investire nei progetti e mantenere a livello economico anche la struttura operativa. I dipartimenti marketing e fundraising spesso organizzano eventi a carattere culturale per la raccolta fondi e per dare visibilità all'organizzazione stessa, per questa ragione ho mandato il cv indirizzandolo a questo specifico dipartimento, ritenendo che con le esperienze pregresse nel settore cultura e nel sociale potrei in qualche modo essere adatta a lavorare in un contesto simile.
I settori principali per i quali sto cercando lavoro sono appunto la cultura e l'ambito sociale, poichè mi interessano non solo come ambiti professionali e molto spesso le associazioni e le imprese culturali lavorano secondo principi organizzativi e modalità simili a quelle della associazioni ed imprese sociali.

L'organizzazione cui ho mandato il cv oggi è sicuramente molto grande ed è quindi normale che abbia una struttura operativa così ben organizzata, ma quello che mi colpisce (positivamente) della realtà milanese e settentrionale in genere è che la maggior parte delle associazioni, soprattutto culturali, anche piccole, sono gestite in maniera efficiente, ben organizzata, fornendo così possibilità di lavoro per i collaboratori (per me lavoro = compenso monetario per le attività svolte!), mentre finora avevo conosciuto per lo più associazioni gestite "alla giornata", che per fundraising intendono la raccolta di pochi spiccioli presso i commercianti della zona, che non partecipano a bandi per progetti e non attuano, purtroppo, una politica gestionale seria.

Se da una parte grande merito va ai tanti volontari che con grandissimo sforzo e impegno (lo so per certo, l'ho fatto anch'io) riescono comunque a mantenere in piedi le rispettive associazioni con piccole attività, dall'altra parte penso al tanto di più che si potrebbe fare, e soprattutto alle opportunità di lavoro che si aprirebbero per molti giovani...
Avete appena letto: Angela's dreaming!