Nuovi bilanci, nuovi numeri, nuove strade.13/20... Eh si, la superstizione è una scienza esatta, proprio il 13 è stato il mio numero fortunato!
Rapidissimo (lo ricordate...? In due giorni invio-colloquio-richiamo) ha sbaragliato tutti e mi ha portato un bellissimo lavoro, project management nel settore culturale!
Come se la primavera mi fosse esplosa dentro, ho una carica di energia e di entusiasmo che metà basterebbe per organizzare la biennale di Venezia!
Ho ancora quella forza che ti serve quando dici 'si comincia', come suggerisce il buon emiliano...
La domanda ovviamente adesso è: e ora? Cosa raccontare? Chiudere o continuare?
Rispondendo al sondaggio proposto, l'80% di voi lettori mi ha chiesto di continuare raccontando le mie avventure sul posto di lavoro (per poter ridere delle mie comiche quotidiane!), altri di continuare ad inviare curriculum, altri di cambiare argomento, una persona ha chiesto di chiudere...
Raccontare il percorso delle mie emozioni, iniziato inviando i cv e adesso riversato nel sorriso largo e sgangherato (per chi non lo sapesse, non ho due denti messi uno in fila con l'altro, sono 32 e ognuno fa stato a sè...) con cui ogni mattina saluto i nuovi colleghi è a sua volta un'emozione troppo positiva, allegra e liberatoria per lasciarla finire... E le parole poche e timide di chi - amici, conoscenti e sconosciuti - mi trasmette ogni giorno solidarietà e comprensione, gli stessi sentimenti che dice di ritrovare nei miei racconti, sono parole troppo forti per decidere di privarmene...
Più di 3.200 contatti in 2 mesi e mezzo... Una media di 50 persone al giorno che si collegano al blog per leggere le novità, commentare, rileggere vecchi post... Una comunità affettuosa, che gira intorno a parole che non sono più mie ma di tutti quelli che le leggono e ricevono, non merita il silenzio...
E così si continua....
Da quando esiste 104curriculum ho iniziato a conoscere un mondo nuovo per me, quello dei blog.
Ne esistono milioni al mondo, centinaia di migliaia solo in Italia. Ci sono blog importanti, di giornalisti e opinionisti seguiti più dei giornali, capaci di influenzare pure le scelte della Casa Bianca. Ci sono blog di moda, di cucina, sugli animali e sulla mia adorata Inter... Blog personali, curatissimi e aggiornati al minuto, e blog trascurati, diari aperti e mai più riscritti o riletti...
Ho letto da qualche parte che chi apre un blog personale con un progetto troppo preciso e razionale in media dopo un paio di mesi lo chiude, e che chi lo avvia in un momeno di forte spinta emotiva solitamente smette di scrivere già dopo pochi giorni.
104curriculum non è nè l'uno nè l'altro (anche in questo ribalto le regole e le personalizzo!), è un blog con un progetto ben preciso, ma scritto soprattutto col cuore e il cuore, si sa, ha spinte, percorsi, immotivazioni, sorrisi e sacchi pieni e vuoti tutti suoi, io non posso che continuare...
E poi, ragazzi, lasciatemi sognare di poter un giorno volare accreditata sull'Air Force One con Obama!
Benvenuti!
13/104 è il numero magico, e ora? E ora è tutto da scoprire, sicuramente il meglio arriva da adesso in poi... Buona lettura!
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venerdì 8 aprile 2011
venerdì 4 marzo 2011
Curriculum n. 12
Dalla serie "Giochi-di-parole-di-una-professione-difficile-da-definire":
Una società di progettazione cerca un manager di progetto. Io che non sono nè ingegnere nè architetto li devo convincere che sono la progettista che fa per loro.
Tutto questo accade per l'utilizzo improprio della stessa parola per indicare professioni e ruoli diversi: "progettista" viene definito colui/lei che immagina qualcosa (edifici, parchi, piazze, stanze, mobili) e la disegna, ponendosi il problema di farla stare in piedi (se lo fa ma non lascia intendere di averlo fatto è un designer, se non lo fa, è un artista)!
Progettista, però, è anche chi - come me! - progetta attività di vario tipo (eventi culturali, iniziative imprenditoriali, ecc.) cercando di programmarle in modo da evitare inconvenienti nella loro realizzazione, o quanto meno immaginando fin dall'inizio possibili soluzioni di emergenza (piano B, C, D... Z...).
Il nostro scopo è far sì che il progetto "stia in piedi" anche dal punto di vista finanziario, cosa che spesso i progettisti dell'altro tipo dimenticano (ho lavorato con un'architetto che per una piccola esposizione temporanea aveva richiesto un budget da MoMA)!
In pratica siamo una categoria professionale indefinita ma non sempre ben vista: puntigliosi, contorti...
Ma la cosa più brutta, per me, è quando ci confondono con... gli ingegneri!
Non me ne vogliate, amici ingegneri, ma io proprio non ce la faccio! Mi è capitato in una riunione, un tizio mi ha chiamata per tutto il tempo "ingegnere": tre interminabili ore in cui uno strano formicolio mi correva dalle braccia alle mani e mi domandavo se dirglielo o meno che non sono un ingegnere... Se dirglielo o meno, che ho studiato di tutto pur di non fare l'ingegnere... Magari era ingegnere lui e si offendeva pure (e addio incarico, che invece poi è andato a buon fine)!
Insomma, dite che riesco a convincerli che faccio al caso loro, se faccio leggere questa spiegazione...!?
Una società di progettazione cerca un manager di progetto. Io che non sono nè ingegnere nè architetto li devo convincere che sono la progettista che fa per loro.
Tutto questo accade per l'utilizzo improprio della stessa parola per indicare professioni e ruoli diversi: "progettista" viene definito colui/lei che immagina qualcosa (edifici, parchi, piazze, stanze, mobili) e la disegna, ponendosi il problema di farla stare in piedi (se lo fa ma non lascia intendere di averlo fatto è un designer, se non lo fa, è un artista)!
Progettista, però, è anche chi - come me! - progetta attività di vario tipo (eventi culturali, iniziative imprenditoriali, ecc.) cercando di programmarle in modo da evitare inconvenienti nella loro realizzazione, o quanto meno immaginando fin dall'inizio possibili soluzioni di emergenza (piano B, C, D... Z...).
Il nostro scopo è far sì che il progetto "stia in piedi" anche dal punto di vista finanziario, cosa che spesso i progettisti dell'altro tipo dimenticano (ho lavorato con un'architetto che per una piccola esposizione temporanea aveva richiesto un budget da MoMA)!
In pratica siamo una categoria professionale indefinita ma non sempre ben vista: puntigliosi, contorti...
Ma la cosa più brutta, per me, è quando ci confondono con... gli ingegneri!
Non me ne vogliate, amici ingegneri, ma io proprio non ce la faccio! Mi è capitato in una riunione, un tizio mi ha chiamata per tutto il tempo "ingegnere": tre interminabili ore in cui uno strano formicolio mi correva dalle braccia alle mani e mi domandavo se dirglielo o meno che non sono un ingegnere... Se dirglielo o meno, che ho studiato di tutto pur di non fare l'ingegnere... Magari era ingegnere lui e si offendeva pure (e addio incarico, che invece poi è andato a buon fine)!
Insomma, dite che riesco a convincerli che faccio al caso loro, se faccio leggere questa spiegazione...!?
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