Ieri ho partecipato al concorso per Miss Italia, e ci tengo a precisare che, pur essendo la più anziana, non ero la più brutta!
Ovviamente non era un concorso di bellezza, ma ci siamo andati vicino.
Un'associazione bandiva una selezione per figure professionali simili alla mia, cercavano esperti di comunicazione in beni culturali, promotori, organizzatori eventi, responsabili di attività didattiche, curatori e altro simile (l'altro simile potete aggiungerlo voi: qualunque figura in ambito culturale vi venga in mente ma non sapreste definire con meno di dodici parole va bene).
Con un'amica decidiamo di andare a vedere di che si tratta e partecipiamo entrambe alla selezione.
Inizialmente più che una selezione sembrava una corsa ad ostacoli: non potevi essere ammesso alla selezione se non eri presente all'evento del giorno prima (e poi stai giornate intere a sbattere la testa su come garantirti una sala piena ai convegni: basta legare la conferenza ad un concorso di lavoro e si fiondano in mille!); non potevi partecipare se non lasciavi il curriculum corredato di lettera motivazionale, nel senso che la lettera era obbligatoria (e la mia era di una comicità sopra le righe che confido nel senso dell'umorismo di chi la leggerà); si poteva inoltre portare un portfolio non meglio specificato. Anzi, così poco specificato, che gli si attribuivano, in valutazione, fino a 50 punti su 100, ma si poteva anche non portare. Da ultimo, 70 punti su 100 erano attribuiti in base all'esperienza, ma si cercavano persone alle prime armi...
Più confuse che persuase, la mia amica e io, dopo un paio d'ore per realizzare i nostri portfolio (il suo è bellissimo, il mio rimette in discussione le più basilari regole della grafica) ci lanciamo nell'avventura.
Primo giorno, convegno con interventi sul tema della promozione e management culturale: argomenti triti e ritriti, ma tutto sommato sempre interessante.
Secondo giorno, la fatidica selezione. Siamo tanti, tantissimi. Una massa inattesa per gli organizzatori che, invece di dividerci in gruppi per colloqui brevi ma sensati, invece di rimandarci ad un colloquio dopo la scrematura dei curriculum, invece di fare notte pur di ascoltarci tutti, con un guizzo di genio, un lampo da strateghi cosa decidono? Di farci presentare dicendo nome, cognome, età e ruolo per cui ci si candida, insomma, la presentazione delle miss ad inizio manifestazione!
Uno alla volta sfiliamo verso il microfono, avviando la processione con tutti i cliché del caso: i più furbetti preso in mano il microfono non lo mollano più e raccontano di tutto: studi, esperienze, formazione, capacità, raccontando di lavori così belli e invidiati che tutti ci siamo domandati "e allora che ci fai qua?"; le più carine si presentano con sguardo languido e rivolgendosi solo agli uomini della commissione valutatrice, i timidi balbettano, gli artistoidi parlano in maniera difficile, i pratici e i disillusi come me e la mia amica dicono esattamente solo quello che viene richiesto e tornano al posto.
Ora io non lo so se in quei 72 secondi sono riuscita a catturare l'attenzione, a rendermi interessante agli occhi della commissione, però... Non lo dico per giustificarmi, ma se mi avessero avvertito per tempo, da brava miss avrei detto che sono per la pace nel mondo e avrei sicuramente attirato consensi!
Benvenuti!
13/104 è il numero magico, e ora? E ora è tutto da scoprire, sicuramente il meglio arriva da adesso in poi... Buona lettura!
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lunedì 29 ottobre 2012
mercoledì 9 febbraio 2011
Curriculum n. 5
Il curriculum n. 5 è come l'omonimo Chanel: profuma di buono!
Come il curriculum n. 3, l'ho inviato ad una grande organizzazione internazionale che si occupa di cooperazione e che avevo visto essere alla ricerca di un collaboratore nel dipartimento fundraising.
Prima di inviare il cv ho telefonato, parlando direttamente con la persona che si occupa delle selezioni e che mi ha confermato che la posizione era ancora aperta.
Così ho inviato il curriculum e... dopo un'ora MI HANNO RICONTATTATA! In settimana il colloquio...
Incrociamo le dita!
P.S. Riflessione del giorno: al momento sembra che il settore sociale offra più possibilità di quello culturale...
P.S. Speranza del giorno: il settore culturale sia più aperto e dinamico...
Come il curriculum n. 3, l'ho inviato ad una grande organizzazione internazionale che si occupa di cooperazione e che avevo visto essere alla ricerca di un collaboratore nel dipartimento fundraising.
Prima di inviare il cv ho telefonato, parlando direttamente con la persona che si occupa delle selezioni e che mi ha confermato che la posizione era ancora aperta.
Così ho inviato il curriculum e... dopo un'ora MI HANNO RICONTATTATA! In settimana il colloquio...
Incrociamo le dita!
P.S. Riflessione del giorno: al momento sembra che il settore sociale offra più possibilità di quello culturale...
P.S. Speranza del giorno: il settore culturale sia più aperto e dinamico...
martedì 1 febbraio 2011
Curriculum n. 3
Oggi è partito il curriculum n. 3, indirizzato ad una grossa organizzazione di cooperazione e organizzazione di progetti di volotariato nei Paesi sottosviluppati o in via di sviluppo.
Solitamente queste grosse associazioni che gestiscono progetti in tutto il mondo, sono organizzate, al loro interno, come delle vere e proprie aziende, con dipartimenti operativi, una gerarchia magari democratica ma comunque ben definita, dei dipendenti e dei collaboratori esterni, uno staff, insomma, capace di gestire, far funzionare, e magari ampliare, la complessa macchina che tiene in piedi. Ovviamente in queste grandi strutture un dipartimento fondamentale è quello che si occupa di marketing e fundraising, ovvero recuperare i fondi da investire nei progetti e mantenere a livello economico anche la struttura operativa. I dipartimenti marketing e fundraising spesso organizzano eventi a carattere culturale per la raccolta fondi e per dare visibilità all'organizzazione stessa, per questa ragione ho mandato il cv indirizzandolo a questo specifico dipartimento, ritenendo che con le esperienze pregresse nel settore cultura e nel sociale potrei in qualche modo essere adatta a lavorare in un contesto simile.
I settori principali per i quali sto cercando lavoro sono appunto la cultura e l'ambito sociale, poichè mi interessano non solo come ambiti professionali e molto spesso le associazioni e le imprese culturali lavorano secondo principi organizzativi e modalità simili a quelle della associazioni ed imprese sociali.
L'organizzazione cui ho mandato il cv oggi è sicuramente molto grande ed è quindi normale che abbia una struttura operativa così ben organizzata, ma quello che mi colpisce (positivamente) della realtà milanese e settentrionale in genere è che la maggior parte delle associazioni, soprattutto culturali, anche piccole, sono gestite in maniera efficiente, ben organizzata, fornendo così possibilità di lavoro per i collaboratori (per me lavoro = compenso monetario per le attività svolte!), mentre finora avevo conosciuto per lo più associazioni gestite "alla giornata", che per fundraising intendono la raccolta di pochi spiccioli presso i commercianti della zona, che non partecipano a bandi per progetti e non attuano, purtroppo, una politica gestionale seria.
Se da una parte grande merito va ai tanti volontari che con grandissimo sforzo e impegno (lo so per certo, l'ho fatto anch'io) riescono comunque a mantenere in piedi le rispettive associazioni con piccole attività, dall'altra parte penso al tanto di più che si potrebbe fare, e soprattutto alle opportunità di lavoro che si aprirebbero per molti giovani...
Avete appena letto: Angela's dreaming!
Solitamente queste grosse associazioni che gestiscono progetti in tutto il mondo, sono organizzate, al loro interno, come delle vere e proprie aziende, con dipartimenti operativi, una gerarchia magari democratica ma comunque ben definita, dei dipendenti e dei collaboratori esterni, uno staff, insomma, capace di gestire, far funzionare, e magari ampliare, la complessa macchina che tiene in piedi. Ovviamente in queste grandi strutture un dipartimento fondamentale è quello che si occupa di marketing e fundraising, ovvero recuperare i fondi da investire nei progetti e mantenere a livello economico anche la struttura operativa. I dipartimenti marketing e fundraising spesso organizzano eventi a carattere culturale per la raccolta fondi e per dare visibilità all'organizzazione stessa, per questa ragione ho mandato il cv indirizzandolo a questo specifico dipartimento, ritenendo che con le esperienze pregresse nel settore cultura e nel sociale potrei in qualche modo essere adatta a lavorare in un contesto simile.
I settori principali per i quali sto cercando lavoro sono appunto la cultura e l'ambito sociale, poichè mi interessano non solo come ambiti professionali e molto spesso le associazioni e le imprese culturali lavorano secondo principi organizzativi e modalità simili a quelle della associazioni ed imprese sociali.
L'organizzazione cui ho mandato il cv oggi è sicuramente molto grande ed è quindi normale che abbia una struttura operativa così ben organizzata, ma quello che mi colpisce (positivamente) della realtà milanese e settentrionale in genere è che la maggior parte delle associazioni, soprattutto culturali, anche piccole, sono gestite in maniera efficiente, ben organizzata, fornendo così possibilità di lavoro per i collaboratori (per me lavoro = compenso monetario per le attività svolte!), mentre finora avevo conosciuto per lo più associazioni gestite "alla giornata", che per fundraising intendono la raccolta di pochi spiccioli presso i commercianti della zona, che non partecipano a bandi per progetti e non attuano, purtroppo, una politica gestionale seria.
Se da una parte grande merito va ai tanti volontari che con grandissimo sforzo e impegno (lo so per certo, l'ho fatto anch'io) riescono comunque a mantenere in piedi le rispettive associazioni con piccole attività, dall'altra parte penso al tanto di più che si potrebbe fare, e soprattutto alle opportunità di lavoro che si aprirebbero per molti giovani...
Avete appena letto: Angela's dreaming!
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