Avverrà, in un futuro non tanto remoto, che il mio stesso blog - che ha una sua identità e sensibilità tutta propria e autonoma da me - mi ripudierà.
Avverrà quando gli rivelerò quanto adesso rivelo a voi: io, la promotrice del curriculum ben fatto, la paladina del ponderare cosa inserire e cosa omettere, io che ricostruisco percorsi di vita da appunti mandati su whatsapp... Ebbene si, io questa io, ho dimenticato di inserire nel mio curriculum un intero anno di lavoro!
Il momento in cui me ne sono accorta è stato come una rivelazione: ho alzato gli occhi e ho detto a mezza voce: "ma io ho fatto anche la tutor, o sbaglio?". Non sbagliavo... Ma come si fa a dimenticare di inserire nel curriculum un intero anno di lavoro!? Chi altri potrebbe...!?
Riordiniamo, per chi non conosce la storia in dettaglio: nel lontano 2006 ho lavorato come tutor ad un master universitario che riguardava l'accessibilità dei beni e dei siti di interesse culturale.
Dunque, in estrema sintesi, un ruolo importante (tutor ad un master accademico) su un tema di grande interesse sia per il mio lavoro, che per passione personale.
Come se non bastasse, è stato pure un anno bellissimo! Con studenti, docenti e collega tutor (soprannominato "il collega") si era creato un gruppo armonioso, divertentissimo! Competenze, caratteri e ruoli diversi non ci hanno mai separato, ma unito sempre di più col passare dei mesi.
Eppure, di tutta questa bellezza non c'è stata traccia nel mio curriculum per anni.
Non volendo addentrarmi in analisi psicologiche per scoprire chissà quale trauma infantile, preferisco non chiedermi perchè l'abbia dimenticato; i "perchè?" e i "come?" affollano già troppo le mie giornate per avere spazio per aggiungerne un altro. Adesso ho rimediato e felicemente guardo avanti.
A cosa serve, dunque, questo post, se non mi fa riflettere su di me e capire cosa ho fatto?
Serve intanto a farmi ridere di me stessa, ricordandomi quindi che l'autoironia alleggerisce tutto, e serve da promemoria - o meglio, chiamiamola con il suo nome: giustificazione - per tutti voi amici cari, che mi guardate stupiti quando non ricordo nomi, facce, ruoli, date, aneddoti: non è snobismo da pseudo intellettuale. Semplicemente aveva ragione un mio caro amico che tanti anni fa mi disse: "Angela, tu sei sempre altro, sei sempre altrove".
Sono una persona molto distratta, anche se sembro attenta!
Benvenuti!
13/104 è il numero magico, e ora? E ora è tutto da scoprire, sicuramente il meglio arriva da adesso in poi... Buona lettura!
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mercoledì 4 marzo 2015
lunedì 17 novembre 2014
Me lo(ve) merito
La riforma del lavoro ancora non abbiamo capito come sarà, ma ha già dato il la a tutte le forme di confronto verbale immaginabili comprese nell'arco che va dal chiacchiericcio al dibattito, con una tale varietà di posizioni ed interpretazioni che sento il bisogno di un sig. Bignami dei tempi odierni che mi fornisca il compendio.
Spicca, nel mezzo delle eccentricità urlate come saldi di fine stagione (perchè almeno questo, che viviamo in un clima da fine stagione, è tristemente chiaro a tutti), l'affermazione di Nonsochi che sostiene che avere il merito come principio guida di una qualsivoglia riforma sia profondamente sbagliato, perchè parrebbe essere tale merito - sconosciuto ai più nel nostro Paese - niente meno che nemico dell'uguaglianza, che invece risulterebbe essere sorella gemella della giustizia sociale.
In questa occasione non mi esprimo sulla prossima ennesima riforma del lavoro (i vecchi lettori del blog avranno già avuto un sussulto di sorpresa nel vedermi tornare online, figurarsi se posso dare loro un altro colpo cominciando pure ad affrontare seriamente i discorsi!), ma su questa potenziale inimicizia fra merito ed uguaglianza non posso sorvolare, perchè sinceramente non la capisco.
Se uguaglianza è dare a tutti nella stessa misura opportunità, basi, strumenti, speranze - e lunga vita all'uguaglianza! - dove starebbe l'inconciliabilità con il riconoscimento del merito, cioè premiare ciascuno in base al proprio impegno e capacità? (Impegno e capacità insieme, attenzione, perchè l'uno senza l'altro vicendevolmente non sono sufficienti).
Quando in qualche modo il meccanismo della vita si inceppa per questioni legate alla giustizia o alla salute ad esempio, pretendiamo per noi, giustamente, il meglio, cercando il merito e riconoscendogli anche un valore aggiunto a livello economico talvolta spropositato rispetto al valore intrinseco. Ma questo merito, se non lo abbiamo coltivato, accompagnato e cresciuto, come possiamo trovarcelo davanti, disponibile e pronto per le nostre esigenze?
E soprattutto, questo merito magari di famiglia sfortunata, coperto ed offuscato dal brillare vuoto di tanta banalità impreziosita da dinamiche di affiliazione e strane forme di cooptazione, se non avesse avuto che so, una borsa di studio di supporto, strumenti da utilizzare durante la propria formazione, la sicurezza di una stanza nei collegi per gli studenti, questo merito dicevo sarebbe mai arrivato fin davanti a noi, a salvarci la vita, a difendere la nostra dignità, a confortarci con la parola giusta?
Suona come una terzina, che non scivola via nella rotazione della erre ma si ferma perentorio grazie alla ti: merito, come la continua crescita di chi non sfugge a sè stesso, di chi resta e da e - sarebbe pure ora, caro Stato! - riceve.
Spicca, nel mezzo delle eccentricità urlate come saldi di fine stagione (perchè almeno questo, che viviamo in un clima da fine stagione, è tristemente chiaro a tutti), l'affermazione di Nonsochi che sostiene che avere il merito come principio guida di una qualsivoglia riforma sia profondamente sbagliato, perchè parrebbe essere tale merito - sconosciuto ai più nel nostro Paese - niente meno che nemico dell'uguaglianza, che invece risulterebbe essere sorella gemella della giustizia sociale.
In questa occasione non mi esprimo sulla prossima ennesima riforma del lavoro (i vecchi lettori del blog avranno già avuto un sussulto di sorpresa nel vedermi tornare online, figurarsi se posso dare loro un altro colpo cominciando pure ad affrontare seriamente i discorsi!), ma su questa potenziale inimicizia fra merito ed uguaglianza non posso sorvolare, perchè sinceramente non la capisco.
Se uguaglianza è dare a tutti nella stessa misura opportunità, basi, strumenti, speranze - e lunga vita all'uguaglianza! - dove starebbe l'inconciliabilità con il riconoscimento del merito, cioè premiare ciascuno in base al proprio impegno e capacità? (Impegno e capacità insieme, attenzione, perchè l'uno senza l'altro vicendevolmente non sono sufficienti).
Quando in qualche modo il meccanismo della vita si inceppa per questioni legate alla giustizia o alla salute ad esempio, pretendiamo per noi, giustamente, il meglio, cercando il merito e riconoscendogli anche un valore aggiunto a livello economico talvolta spropositato rispetto al valore intrinseco. Ma questo merito, se non lo abbiamo coltivato, accompagnato e cresciuto, come possiamo trovarcelo davanti, disponibile e pronto per le nostre esigenze?
E soprattutto, questo merito magari di famiglia sfortunata, coperto ed offuscato dal brillare vuoto di tanta banalità impreziosita da dinamiche di affiliazione e strane forme di cooptazione, se non avesse avuto che so, una borsa di studio di supporto, strumenti da utilizzare durante la propria formazione, la sicurezza di una stanza nei collegi per gli studenti, questo merito dicevo sarebbe mai arrivato fin davanti a noi, a salvarci la vita, a difendere la nostra dignità, a confortarci con la parola giusta?
Suona come una terzina, che non scivola via nella rotazione della erre ma si ferma perentorio grazie alla ti: merito, come la continua crescita di chi non sfugge a sè stesso, di chi resta e da e - sarebbe pure ora, caro Stato! - riceve.
giovedì 10 gennaio 2013
Il II compleanno di 104curriculum!
Sta per arrivare il 20 gennaio 2013, II compleanno di 104curriculum!
Io ancora non ci credo! Quando ho iniziato a scrivere il blog non pensavo affatto che sarebbe arrivato a questo traguardo, non pensavo che sarebbe stato visitato oltre 19.000 volte!
Un compleanno va festeggiato e mi piacerebbe che fossero i lettori di 104curriculum a festeggiarlo insieme a me: in questi 10 giorni rileggete il blog, scegliete il vostro post preferito, il post che non avete dimenticato, quello che sembra scritto apposta per voi, quello che vi ha fatto ridere, emozionare, arrabbiare e completatelo con un commento, un ricordo, un sorriso!
E poi giorno 20 gennaio 2013 si festeggia! Condividiamo ognuno il proprio post preferito, per vedere qual è quello più apprezzato!
Potete condividerlo sui social network, mandare il link per mail, parlarne con gli amici, pubblicarlo sui giornali, mandarlo a Mentana per i titoli o a Barack Obama per il discorso del giuramento!
Insomma, fatelo leggere il più possibile, è questo il modo migliore per festeggiare il blog!
A me nel frattempo non resta che dirvi grazie per tutte le volte che leggete il blog, che pretendete nuovi post, che commentate e criticate, che condividete e invitate i vostri amici a leggerlo!
Grazie per tutti i giorni di attesa del tarocco!
Grazie per l'incitamento a non smettere di scrivere, a non smettere di credere nella forza delle idee e degli ideali!
Una lettura, un commento una condivisione e 104 grazie... Anzi con quest'anno sono 208!
Io ancora non ci credo! Quando ho iniziato a scrivere il blog non pensavo affatto che sarebbe arrivato a questo traguardo, non pensavo che sarebbe stato visitato oltre 19.000 volte!
Un compleanno va festeggiato e mi piacerebbe che fossero i lettori di 104curriculum a festeggiarlo insieme a me: in questi 10 giorni rileggete il blog, scegliete il vostro post preferito, il post che non avete dimenticato, quello che sembra scritto apposta per voi, quello che vi ha fatto ridere, emozionare, arrabbiare e completatelo con un commento, un ricordo, un sorriso!
E poi giorno 20 gennaio 2013 si festeggia! Condividiamo ognuno il proprio post preferito, per vedere qual è quello più apprezzato!
Potete condividerlo sui social network, mandare il link per mail, parlarne con gli amici, pubblicarlo sui giornali, mandarlo a Mentana per i titoli o a Barack Obama per il discorso del giuramento!
Insomma, fatelo leggere il più possibile, è questo il modo migliore per festeggiare il blog!
A me nel frattempo non resta che dirvi grazie per tutte le volte che leggete il blog, che pretendete nuovi post, che commentate e criticate, che condividete e invitate i vostri amici a leggerlo!
Grazie per tutti i giorni di attesa del tarocco!
Grazie per l'incitamento a non smettere di scrivere, a non smettere di credere nella forza delle idee e degli ideali!
Una lettura, un commento una condivisione e 104 grazie... Anzi con quest'anno sono 208!
domenica 9 dicembre 2012
Sinceramente
Sinceramente, non ne posso più di leggere sui giornali gli aggiornamenti e le dichiarazioni del caso sul processo in cui sono coinvolte le cosiddette "Olgettine"! Anzi, sinceramente mi sono proprio rotta di sentirne e sentirle ancora parlare (o blaterare, o biascicare, o cinguettare, o sproloquiare)... Ecco, l'ho detto!
Per settimane, mesi, anni (!) mi sono forzata a non farvi riferimento, a non citarle neanche una volta, a non dare loro un minimo spazio qui, un blog pulito e serio, ma adesso basta, non ne posso più e lo voglio gridare al web!
Questo mio post è un appello, quasi un'accorata preghiera ai giornalisti: non parlatene più!
Capisco che l'appeal di certe notizie è alto, fanno vendere copie su copie, se ci aggiungi anche foto - spesso ammiccanti e decontestualizzate - le puoi passare sui rotocalchi di più basso livello, le retweettano e condividono tutti e questo già di per sè costituisce motivo valido alla pubblicazione, ma fermatevi un attimo e pensate a noi.
Noi siamo le Normali Ragazze Italiane. Siamo coetanee o poco più grandi delle allegre comari, ma con metà, un quarto, un decimo dei loro armadi e cento, mille volte i loro pensieri e problemi.
Noi siamo quelle che ci alziamo la mattina presto e magari prima di andare a lavoro sistemiamo casa e ci prepariamo il pranzo per l'ufficio per non spendere troppo in giro, siamo quelle che i ristoranti di lusso che loro frequentano non sappiamo neanche dove sono (e non vogliamo neanche saperlo, sinceramente). Siamo senza tredicesima e quattordicesima, ma con mutuo e spese uguali agli altri; siamo lavoratrici normalizzate precarie, siamo quelle che i sogni non li tengono nei cassetti, ma si impegnano ogni giorno e lavorano fino a notte fonda per realizzarli senza aiutini e agevolazioni.
Siamo quelle che in palestra ci vanno con lo sconto, dal parrucchiere quando si può e inseguiamo le offerte del supermercato.
Siamo quelle che le tasse per l'università le hanno pagate, quelle che hanno aperto un'attività con le proprie forze, che hanno tutti i timbri su visti e permessi.
Siamo quelle che incontrate nei cinema e nei teatri, nelle librerie e alle mostre, perchè se c'è un bene di qualità per cui val la pena spendere per noi è la cultura in tutte le sue forme.
Siamo quelle che incontrate per strada, quelle che sorridono per una bella giornata di sole, perchè sono riuscite a ritagliarsi finalmente un'ora tutta per sè, siamo quelle che reggono una famiglia, una rete, un gruppo, un'azienda.
Siamo anche quelle di noi che a tutto questo aggiungono tempo, pazienza e impegno per i figli.
Siamo quelle così indaffarate che ad esempio questo post ce l'ho in testa e nel cuore da giorni, ma ho avuto solo oggi il tempo di scriverlo.
In altre parole, siamo quelle più offese da questa vicenda, siamo le più offese da certe dichiarazioni, siamo le più offese da quei 2.500 € al mese, siamo le più offese dal "cosa c'è di male se" e tutte le sue declinazioni.
Siamo offese da tornare a casa la sera stanche, soddisfatte, confuse, impegnate, perplesse, energiche, speranzose o disfatte e doverci trovare davanti - nei tg o nei giornali che finalmente solo di sera riusciamo a leggere - quelle facce rilassate, truccate, pettinate, distese e splendenti di gioielli spesso falsi come i loro sorrisi. E non ha veramente più alcuna importanza se siamo di destra o di sinistra, se viviamo a nord o a sud, in un piccolo centro o una grande città. Non è l'aria del continente nè il respiro soffocato della provincia, siamo semplicemente offese a qualsiasi latitudine e altitudine.
Voi, cari giornalisti, è giusto che facciate il vostro dovere di informazione al Paese, ma ormai i termini e le sfumature della vicenda sono chiari a tutti, anche a chi non li vuole ammettere o vedere, per cui, per favore, avvisateci direttamente sull'epilogo e risparmiateci fastidiosi e offensivi particolari. Togliete le luci della ribalta da questa gentaglia e riportatele sulla notizia.
Grazie.
Angela e tutte le NRI.
Per settimane, mesi, anni (!) mi sono forzata a non farvi riferimento, a non citarle neanche una volta, a non dare loro un minimo spazio qui, un blog pulito e serio, ma adesso basta, non ne posso più e lo voglio gridare al web!
Questo mio post è un appello, quasi un'accorata preghiera ai giornalisti: non parlatene più!
Capisco che l'appeal di certe notizie è alto, fanno vendere copie su copie, se ci aggiungi anche foto - spesso ammiccanti e decontestualizzate - le puoi passare sui rotocalchi di più basso livello, le retweettano e condividono tutti e questo già di per sè costituisce motivo valido alla pubblicazione, ma fermatevi un attimo e pensate a noi.
Noi siamo le Normali Ragazze Italiane. Siamo coetanee o poco più grandi delle allegre comari, ma con metà, un quarto, un decimo dei loro armadi e cento, mille volte i loro pensieri e problemi.
Noi siamo quelle che ci alziamo la mattina presto e magari prima di andare a lavoro sistemiamo casa e ci prepariamo il pranzo per l'ufficio per non spendere troppo in giro, siamo quelle che i ristoranti di lusso che loro frequentano non sappiamo neanche dove sono (e non vogliamo neanche saperlo, sinceramente). Siamo senza tredicesima e quattordicesima, ma con mutuo e spese uguali agli altri; siamo lavoratrici normalizzate precarie, siamo quelle che i sogni non li tengono nei cassetti, ma si impegnano ogni giorno e lavorano fino a notte fonda per realizzarli senza aiutini e agevolazioni.
Siamo quelle che in palestra ci vanno con lo sconto, dal parrucchiere quando si può e inseguiamo le offerte del supermercato.
Siamo quelle che le tasse per l'università le hanno pagate, quelle che hanno aperto un'attività con le proprie forze, che hanno tutti i timbri su visti e permessi.
Siamo quelle che incontrate nei cinema e nei teatri, nelle librerie e alle mostre, perchè se c'è un bene di qualità per cui val la pena spendere per noi è la cultura in tutte le sue forme.
Siamo quelle che incontrate per strada, quelle che sorridono per una bella giornata di sole, perchè sono riuscite a ritagliarsi finalmente un'ora tutta per sè, siamo quelle che reggono una famiglia, una rete, un gruppo, un'azienda.
Siamo anche quelle di noi che a tutto questo aggiungono tempo, pazienza e impegno per i figli.
Siamo quelle così indaffarate che ad esempio questo post ce l'ho in testa e nel cuore da giorni, ma ho avuto solo oggi il tempo di scriverlo.
In altre parole, siamo quelle più offese da questa vicenda, siamo le più offese da certe dichiarazioni, siamo le più offese da quei 2.500 € al mese, siamo le più offese dal "cosa c'è di male se" e tutte le sue declinazioni.
Siamo offese da tornare a casa la sera stanche, soddisfatte, confuse, impegnate, perplesse, energiche, speranzose o disfatte e doverci trovare davanti - nei tg o nei giornali che finalmente solo di sera riusciamo a leggere - quelle facce rilassate, truccate, pettinate, distese e splendenti di gioielli spesso falsi come i loro sorrisi. E non ha veramente più alcuna importanza se siamo di destra o di sinistra, se viviamo a nord o a sud, in un piccolo centro o una grande città. Non è l'aria del continente nè il respiro soffocato della provincia, siamo semplicemente offese a qualsiasi latitudine e altitudine.
Voi, cari giornalisti, è giusto che facciate il vostro dovere di informazione al Paese, ma ormai i termini e le sfumature della vicenda sono chiari a tutti, anche a chi non li vuole ammettere o vedere, per cui, per favore, avvisateci direttamente sull'epilogo e risparmiateci fastidiosi e offensivi particolari. Togliete le luci della ribalta da questa gentaglia e riportatele sulla notizia.
Grazie.
Angela e tutte le NRI.
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mercoledì 31 ottobre 2012
Nuovi punti di vista
Una nuova postazione, un nuovo giro di giostra, nuove idee...
Il giardino cambia di giorno in giorno, in questa stagione da il meglio di sè.
Computer, libri, quaderni, penne. Caffè, acqua, piante grasse e un tappetino del mouse fatto da me.
Dalla stanza accanto arriva musica... Intorno a me ho tutto ciò che mi serve.
Sono una ragazza fortunata.
venerdì 6 gennaio 2012
Nuovi propositi
L'anno nuovo è iniziato già da un po', tutti hanno esplicitato i proprio propositi (buoni o cattivi) per il 2012 e io sono ancora a pensarci.
Scusate, ma sono lenta nell'elaborazione di idee importanti, tipo propositi e linee-guida per i prossimi 360 giorni.
Ho in mente una specie di top-ten di 10+1 pensierini per vivere meglio il lavoro nei mesi a venire, ma ci penso e ci ripenso perché non sono sicura risponda veramente alle mie esigenze e priorità.
Di seguito, in ordine sparso:
1. Non dedicare neanche un minuto alle inutilità (tanto se sono inutili prima o poi spariranno).
2. Tacchi! (I marcatori esterni sul lavoro servono e 7 cm in più pure, soprattutto all'umore).
3. Dedicare ogni giorno almeno un po' di tempo alla crescita (può essere la lettura di un libro, ascoltare persone competenti, una buona ricerca sul web).
4. Tutto fa brodo (riprendere vecchi appunti, biglietti da visita, articoli sottolineati e poi lasciati sulla libreria, da qualche parte c'è una parola chiave che attende di essere colta).
5. Scrivere un romanzo (a grande richiesta).
6. Seguire sogni e progetti anche non miei (quando sono belli e c'è da crederci, e finora sono belli e c'è da crederci).
7. Continuare con il blog la battaglia alla precarietà e alla disoccupazione giovanile (è una piccola voce, lo so, quasi insignificante, ma insieme alle altre può fare coro assordante).
8. Mettere ordine alla mole infinita di carte e documenti (occupano indebitamente scrivanie, librerie, cassetti, armadi e scaffali sia a casa che in ufficio... No, in realtà non lo voglio fare! Io odio ordinare!).
9. Ancora ricette! (siiiii! I love la rubrica "Pranzo di lavoro"... e si vede!).
10. Truccare gli occhi (troppo lavoro al pc mi ha reso ancora più cecata e da ieri indosso un paio di occhiali con due lenti che non le vogliono neanche le bottiglie per farci i classici fondi... E gli occhi si sono ridotti a due noccioline nascoste sotto vetro).
Manca il 10+1... Dopo questa serie di banalità...
10+1. Libero! Questo lo lascio libero per tutti i buoni propositi che arriveranno prossimamente, per avere una risposta ai veri problemi di lavoro e perché non c'è niente di più bello della libertà di fregarsene dei buoni propositi e scegliere momento per momento!
Scusate, ma sono lenta nell'elaborazione di idee importanti, tipo propositi e linee-guida per i prossimi 360 giorni.
Ho in mente una specie di top-ten di 10+1 pensierini per vivere meglio il lavoro nei mesi a venire, ma ci penso e ci ripenso perché non sono sicura risponda veramente alle mie esigenze e priorità.
Di seguito, in ordine sparso:
1. Non dedicare neanche un minuto alle inutilità (tanto se sono inutili prima o poi spariranno).
2. Tacchi! (I marcatori esterni sul lavoro servono e 7 cm in più pure, soprattutto all'umore).
3. Dedicare ogni giorno almeno un po' di tempo alla crescita (può essere la lettura di un libro, ascoltare persone competenti, una buona ricerca sul web).
4. Tutto fa brodo (riprendere vecchi appunti, biglietti da visita, articoli sottolineati e poi lasciati sulla libreria, da qualche parte c'è una parola chiave che attende di essere colta).
5. Scrivere un romanzo (a grande richiesta).
6. Seguire sogni e progetti anche non miei (quando sono belli e c'è da crederci, e finora sono belli e c'è da crederci).
7. Continuare con il blog la battaglia alla precarietà e alla disoccupazione giovanile (è una piccola voce, lo so, quasi insignificante, ma insieme alle altre può fare coro assordante).
8. Mettere ordine alla mole infinita di carte e documenti (occupano indebitamente scrivanie, librerie, cassetti, armadi e scaffali sia a casa che in ufficio... No, in realtà non lo voglio fare! Io odio ordinare!).
9. Ancora ricette! (siiiii! I love la rubrica "Pranzo di lavoro"... e si vede!).
10. Truccare gli occhi (troppo lavoro al pc mi ha reso ancora più cecata e da ieri indosso un paio di occhiali con due lenti che non le vogliono neanche le bottiglie per farci i classici fondi... E gli occhi si sono ridotti a due noccioline nascoste sotto vetro).
Manca il 10+1... Dopo questa serie di banalità...
10+1. Libero! Questo lo lascio libero per tutti i buoni propositi che arriveranno prossimamente, per avere una risposta ai veri problemi di lavoro e perché non c'è niente di più bello della libertà di fregarsene dei buoni propositi e scegliere momento per momento!
venerdì 30 dicembre 2011
104 curriculum, per voi, per me.
Si avvicina il primo compleanno di 104 curriculum!
Fu esattamente il 20 gennaio del 2011 il giorno in cui rimuginai per ore su come lasciar traccia della mia forsennata ricerca di lavoro e delle speranze ed aspettative legate ad essa e decisi di raccontarla sul web. Un anno è passato e ho trovato lavoro, ma resta una ricorrenza da celebrare!
Per festeggiare questo importante compleanno, quindi, ho deciso di dare voce a voi, i lettori del blog.
C'è chi lo segue ogni giorno, come la lettura del quotidiano, che fa sempre compagnia. C'è chi ci passa sporadicamente, quando si ricorda che nel web c'è 104 curriculum, c'è chi lo linka, tagga, condivide, suggerisce agli amici, c'è chi prende ispirazione, chi aspetta il tarocco del proprio mestiere...
Dopo tanto mio scrivere e parlare, mi piacerebbe ascoltarvi e conoscere la vostra opinione su 104 curriculum.
Per cui, considerata la stagnazione della pubblica amministrazione, il concorsone lo facciamo noi e diamo il via a "Il tuo 104 curriculum"!
Avete tempo fino al 18 gennaio per lasciare qui sotto a questo post un commento sul blog.
Li leggerò tutti e alla fine proprio il 20, giorno del compleanno, verrà proclamato il vincitore, ovvero l'autore del commento più simpatico ed emozionante che - rullino i tamburi - vincerà un tarocco personalizzato!
Il tarocco, in questo straordinario caso scritto e disegnato su misura della persona e non della categoria professionale, verrà spedito direttamente a casa del vincitore e, se da lui autorizzato, sarà anche pubblicato sul blog.
Come tutti i tarocchi di Angela, sarà scritto da me con tanto di numeri della fortuna e disegnato dal solito bravissimo Andrea (per farvi un'idea, guardate le sue caricature su http://luciferocomics.blogspot.com/).
Il vostro commento si può riferire al blog in generale, ad uno specifico post, ad una rubrica, alla grafica. Può essere un episodio che il blog vi ricorda, la descrizione di una persona... Può essere un consiglio, una critica, non ci sono limiti per contenuti e forme!
Ovviamente, trattandosi di un concorso serio e considerato che il mondo è pieno di buontemponi che approfitterebbero di queste occasioni di spazio alla parola per insultare chiunque, anche "Il tuo 104 curriculum", ha le sue regole, poche e semplici ma inflessibili:
1) Sono ammessi solo i commenti lasciati sotto questo post, non sui link a facebook o altri siti.
2) I commenti con insulti e cattive parole saranno subito cancellati ed esclusi dal concorso.
3) La nomina del vincitore è insindacabile giudizio della commissione valutatrice (io).
Partecipate e fate partecipare, concorsi come questo ne escono una volta ogni mille mai!
Fu esattamente il 20 gennaio del 2011 il giorno in cui rimuginai per ore su come lasciar traccia della mia forsennata ricerca di lavoro e delle speranze ed aspettative legate ad essa e decisi di raccontarla sul web. Un anno è passato e ho trovato lavoro, ma resta una ricorrenza da celebrare!
Per festeggiare questo importante compleanno, quindi, ho deciso di dare voce a voi, i lettori del blog.
C'è chi lo segue ogni giorno, come la lettura del quotidiano, che fa sempre compagnia. C'è chi ci passa sporadicamente, quando si ricorda che nel web c'è 104 curriculum, c'è chi lo linka, tagga, condivide, suggerisce agli amici, c'è chi prende ispirazione, chi aspetta il tarocco del proprio mestiere...
Dopo tanto mio scrivere e parlare, mi piacerebbe ascoltarvi e conoscere la vostra opinione su 104 curriculum.
Per cui, considerata la stagnazione della pubblica amministrazione, il concorsone lo facciamo noi e diamo il via a "Il tuo 104 curriculum"!
Avete tempo fino al 18 gennaio per lasciare qui sotto a questo post un commento sul blog.
Li leggerò tutti e alla fine proprio il 20, giorno del compleanno, verrà proclamato il vincitore, ovvero l'autore del commento più simpatico ed emozionante che - rullino i tamburi - vincerà un tarocco personalizzato!
Il tarocco, in questo straordinario caso scritto e disegnato su misura della persona e non della categoria professionale, verrà spedito direttamente a casa del vincitore e, se da lui autorizzato, sarà anche pubblicato sul blog.
Come tutti i tarocchi di Angela, sarà scritto da me con tanto di numeri della fortuna e disegnato dal solito bravissimo Andrea (per farvi un'idea, guardate le sue caricature su http://luciferocomics.blogspot.com/).
Il vostro commento si può riferire al blog in generale, ad uno specifico post, ad una rubrica, alla grafica. Può essere un episodio che il blog vi ricorda, la descrizione di una persona... Può essere un consiglio, una critica, non ci sono limiti per contenuti e forme!
Ovviamente, trattandosi di un concorso serio e considerato che il mondo è pieno di buontemponi che approfitterebbero di queste occasioni di spazio alla parola per insultare chiunque, anche "Il tuo 104 curriculum", ha le sue regole, poche e semplici ma inflessibili:
1) Sono ammessi solo i commenti lasciati sotto questo post, non sui link a facebook o altri siti.
2) I commenti con insulti e cattive parole saranno subito cancellati ed esclusi dal concorso.
3) La nomina del vincitore è insindacabile giudizio della commissione valutatrice (io).
Partecipate e fate partecipare, concorsi come questo ne escono una volta ogni mille mai!
domenica 24 luglio 2011
Aggratisse! - Curriculum formato... me!
Per ribadire la tendenza di Aggratisse! a dare consigli superflui su argomenti fondamentali, oggi si parla di... curriculum!
Lo spunto è (ri)nato dalla lettura di un articolo di Repubblica di qualche giorno fa: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/07/19/news/curriculum_blog-19304635/index.html?ref=search,
"Addio vecchio curriculum: per un lavoro meglio il blog". In un titolo, una combinazione delle tre parole che hanno fatto nascere 104curriculum: blog, lavoro, curriculum!
Secondo uno studio inglese (ma quanto studiano gli inglesi!? Esce uno studio inglese al giorno su qualsiasi argomento!) un po' ironico un po' serio , il curriculum formato europeo schematico ed omologato non funziona più, meglio personalizzarlo e avere una buona visibilità sui social network.
In linea di massima sono d'accordo con gli inglesi che, d'altra parte, riprendono un assioma difficilmente criticabile e forse neanche tanto nuovo (si sentiva proprio il bisogno di questo studio, che ha rivelato verità scomode e aperto nuove prospettive).
Sulla visibilità della propria immagine online diremo altrove, ora pensiamo al buon vecchio cv.
A me quel "personalizzare il proprio cv" mi pare abbastanza controverso (a-me-mi non si può dire, tantomeno scrivere, a meno che tu non sia Camilleri-che-si-prende-la-licenza-letteraria-per-far-esprimere-i-suoi-personaggi-esattamente-come-parlerebbero-se-fossero-reali. Non sono Camilleri, ma la licenza me la prendo ugualmente).
Con quel personalizzare 'sti genialoni inglesi intendono non tanto di adottare grafiche accattivanti o esprimere al meglio le informazioni contenute, no, loro consigliano di arricchire il proprio cv condendolo di dettagli non proprio reali, esattamente di "arruffianarlo"... Bravi! Bravi gli inglesini! Insegnamo ai ragazzi che a bluffare si vince, bravi!
No ragazzi, no: se lo stage è durato tre mesi, allora è durato tre mesi e si scrive che è durato tre mesi. Se l'azienda era piccola e a conduzione familiare, ma un po' vi spiace scriverlo perchè puntate ad una multinazionale, allora piuttosto che citare br...iefing e br...ainstorming e altre br...utte simili parole, meglio scrivere che eravate così pochi che il principale (bella espressione purtroppo in decadenza) offriva the e biscotti durante gli incontri... Questo si che è personalizzare per non farsi dimenticare!
Personalizzare il cv, per me, significa ad esempio, dare uno spazio ed una visibilità diversa alle informazioni.
Aggratisse! nell'ordine:
1. Se siete neolaureati o cercate un primo lavoro allora le informazioni relative alla formazione vanno in prima pagina, subito dopo i dati anagrafici;
2. Se invece qualche lavoro l'avete già fatto, avete superato i trent'anni e le ragazzine per strada vi chiamano signora/signore, allora no, non è proprio il caso di proporre in prima pagina una laurea vecchia di dieci anni, meglio spostare la formazione in coda e mettere in rilievo le esperienze professionali svolte.
3. Se avete fatto tanti lavoretti diversi, piuttosto che cancellare le voci perchè vi sembrano inutili, cercate di aggregarle creando dei sommari, servirà a fare chiarezza e a presentarvi come flessibili e dinamici.
4. Man mano che il curriculum prenderà corpo, i lavori si succederanno (ottimismo, accadrà!), allora a poco a poco potrete omettere le info meno utili, togliendole in base al destinatario del vostro cv.
5. Via libera a caratteri diversi,colori, intestazione personalizzata, una foto, qualche commento! Insomma si, per una volta ascoltiamo gli inglesi e personalizziamo, ma senza eccedere (a meno che non vi dobbiate candidare ad un posto di grafico creativo).
Non so dare modelli, ma si accettano richieste di pareri...!
PS. Qualche tempo fa si parlò del curriculum geneticamente modificato di qualche ministro, ricordo che fu duramente criticato e per un po' tutto il Paese ci rise sopra. Meditate gente, meditate...
PPS. Da quando ho aperto il blog molte persone, amici e sconosciuti, mi hanno chiesto un post con consigli e la mia opinione sul formato di cv da adottare e su come scrivere un buon cv. Pensavano avrei dato una risposta seria a questa richiesta, pensavano avrei affrontato con competenza e professionalità l'argomento... Come avete potuto leggere, si sbagliavano! Perchè non ho la competenza e la professionalità necessarie per farlo, ma soprattutto, ormai lo sapete, non ho la serietà richiesta...!
Lo spunto è (ri)nato dalla lettura di un articolo di Repubblica di qualche giorno fa: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/07/19/news/curriculum_blog-19304635/index.html?ref=search,
"Addio vecchio curriculum: per un lavoro meglio il blog". In un titolo, una combinazione delle tre parole che hanno fatto nascere 104curriculum: blog, lavoro, curriculum!
Secondo uno studio inglese (ma quanto studiano gli inglesi!? Esce uno studio inglese al giorno su qualsiasi argomento!) un po' ironico un po' serio , il curriculum formato europeo schematico ed omologato non funziona più, meglio personalizzarlo e avere una buona visibilità sui social network.
In linea di massima sono d'accordo con gli inglesi che, d'altra parte, riprendono un assioma difficilmente criticabile e forse neanche tanto nuovo (si sentiva proprio il bisogno di questo studio, che ha rivelato verità scomode e aperto nuove prospettive).
Sulla visibilità della propria immagine online diremo altrove, ora pensiamo al buon vecchio cv.
A me quel "personalizzare il proprio cv" mi pare abbastanza controverso (a-me-mi non si può dire, tantomeno scrivere, a meno che tu non sia Camilleri-che-si-prende-la-licenza-letteraria-per-far-esprimere-i-suoi-personaggi-esattamente-come-parlerebbero-se-fossero-reali. Non sono Camilleri, ma la licenza me la prendo ugualmente).
Con quel personalizzare 'sti genialoni inglesi intendono non tanto di adottare grafiche accattivanti o esprimere al meglio le informazioni contenute, no, loro consigliano di arricchire il proprio cv condendolo di dettagli non proprio reali, esattamente di "arruffianarlo"... Bravi! Bravi gli inglesini! Insegnamo ai ragazzi che a bluffare si vince, bravi!
No ragazzi, no: se lo stage è durato tre mesi, allora è durato tre mesi e si scrive che è durato tre mesi. Se l'azienda era piccola e a conduzione familiare, ma un po' vi spiace scriverlo perchè puntate ad una multinazionale, allora piuttosto che citare br...iefing e br...ainstorming e altre br...utte simili parole, meglio scrivere che eravate così pochi che il principale (bella espressione purtroppo in decadenza) offriva the e biscotti durante gli incontri... Questo si che è personalizzare per non farsi dimenticare!
Personalizzare il cv, per me, significa ad esempio, dare uno spazio ed una visibilità diversa alle informazioni.
Aggratisse! nell'ordine:
1. Se siete neolaureati o cercate un primo lavoro allora le informazioni relative alla formazione vanno in prima pagina, subito dopo i dati anagrafici;
2. Se invece qualche lavoro l'avete già fatto, avete superato i trent'anni e le ragazzine per strada vi chiamano signora/signore, allora no, non è proprio il caso di proporre in prima pagina una laurea vecchia di dieci anni, meglio spostare la formazione in coda e mettere in rilievo le esperienze professionali svolte.
3. Se avete fatto tanti lavoretti diversi, piuttosto che cancellare le voci perchè vi sembrano inutili, cercate di aggregarle creando dei sommari, servirà a fare chiarezza e a presentarvi come flessibili e dinamici.
4. Man mano che il curriculum prenderà corpo, i lavori si succederanno (ottimismo, accadrà!), allora a poco a poco potrete omettere le info meno utili, togliendole in base al destinatario del vostro cv.
5. Via libera a caratteri diversi,colori, intestazione personalizzata, una foto, qualche commento! Insomma si, per una volta ascoltiamo gli inglesi e personalizziamo, ma senza eccedere (a meno che non vi dobbiate candidare ad un posto di grafico creativo).
Non so dare modelli, ma si accettano richieste di pareri...!
PS. Qualche tempo fa si parlò del curriculum geneticamente modificato di qualche ministro, ricordo che fu duramente criticato e per un po' tutto il Paese ci rise sopra. Meditate gente, meditate...
PPS. Da quando ho aperto il blog molte persone, amici e sconosciuti, mi hanno chiesto un post con consigli e la mia opinione sul formato di cv da adottare e su come scrivere un buon cv. Pensavano avrei dato una risposta seria a questa richiesta, pensavano avrei affrontato con competenza e professionalità l'argomento... Come avete potuto leggere, si sbagliavano! Perchè non ho la competenza e la professionalità necessarie per farlo, ma soprattutto, ormai lo sapete, non ho la serietà richiesta...!
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