Tante piccole cose stanno cambiando in questi giorni nel mio lavoro semplicemente perchè ho iniziato a ripensarmi un po'.
Anzitutto ho cambiato postazione: prima era in cucina, calda e accogliente, ma con vista sui palazzi di fronte, ora è in una stanza uso studio, uso stireria, uso palestra, uso deposito, termosifone sotto ai piedi e bellissima vista su un gran giardino mille colori.
Ho cambiato il modo di presentarmi, rivedendo l'immagine degli strumenti di lavoro: ho ideato una linea grafica per carta intestata, portfolio, curriculum, che mi ha dato grande soddisfazioni! La grafica è semplicissima in realtà, qualunque web design la guarderebbe con tenerezza e ironia, ma siccome sono riuscita a far corrispondere aspetto grafico con una riflessione sui contenuti, allora sono contenta e soddisfatta.
Anche la composizione del portfolio è stata complessa, avendo un curriculum tutt'altro che choosy ho riflettuto giorni per valutare se inserire i progetti per settore, per tipologia di attività, cronologia, dimensioni... Togliendo colori, aggiungendo esperienze, modificando forme e parole, alla fine è venuto fuori un portfolio dignitoso... Che fatica!
Ho riorganizzato la documentazione, sia cartacea che in file: ora i ripiani della libreria hanno un loro perchè e nel computer è più facile trovare quello che cerco.
Con uno scampolo di nappa arancio ho realizzato un tappetino per il mouse, con altri ci farò un tappeto per la stanza.
Devo solo aggiornare il profilo sui social network professionali e il lavoro è quasi concluso.
Il lavoro di riorganizzare il proprio lavoro è complesso ma piacevole.
Arrivi ad un punto in cui diventa necessario: devi fermarti un paio di giorni e rivedere tutto l'insieme, altrimenti hai la sensazione che qualcosa ti stia sfuggendo di mano. E magari riemergono idee e riflessioni che sedimentano da mesi, crescendo dentro fino a trovare sfogo tutte insieme: idee di nuovi progetti, nuovi tentativi, nuovi percorsi.
Fermarsi a riflettere, provando a guardarsi con obiettività, è fondamentale per proseguire nel modo migliore. Ho capito, per esempio, che in certi periodi ci si appoggia su finte certezze e si fanno diventare alibi o problemi insuperabili quisquilie alle quali solitamente non si da alcun peso.
Ho capito, ma ri-capito sarebbe più adatto, che in contesti dalle dinamiche poco chiare, troppo impegno non sempre è premiato, per cui forse è meglio indirizzarlo altrove.
Visto da fuori, sembra che stia semplicemente facendo ordine, in realtà mi sembra di aiutarmi a ripartire meglio... Consapevolezze che fanno stare bene in un sabato pomeriggio con un buon caffè.