Un pugno di lenticchie buone, una patata, una carota e un tristissimo gambo di sedano (che però con questa compagnia da il meglio di sè).
28-29 minuti di cottura e la zuppa è pronta. E fin qui, direte, siamo bravi tutti.
Ma se non siete siciliani, non lo sapete che certe pietanze hanno bisogno di relax. Si, anche la zuppa si deve riposare!
Allora ascoltate me: mentre fate colazione, cuocete nella zuppa un po' di pasta (io consiglio ditalini, la mia amica Antonella è più per lo spaghetto rotto). Le ore che passeranno fra preparazione e consumazione serviranno a voi per lavorare e alla pasta per riposare: l'incontro all'ora di pranzo, con un filo d'olio a condire il momento, sarà davvero rasserenante.
Benvenuti!
13/104 è il numero magico, e ora? E ora è tutto da scoprire, sicuramente il meglio arriva da adesso in poi... Buona lettura!
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domenica 22 febbraio 2015
giovedì 14 marzo 2013
Pranzo di lavoro - Cambio forma
Doveva essere un tortino, ma è venuto fuori uno sformato, anzi un deformato, visto che si è sfracellato a pezzi... Io però ve lo consiglio ugualmente, perchè il sapore è buono e lo sarà anche domani per un pranzo comodo comodo.
Prendete dei carciofi surgelati (si, prendeteli surgelati perchè se vi mettete a pulire e spinare e sfogliare non vi passa più) e dei fagiolini (surgelati anch'essi, tanto ormai siete sul surgelato spinto)... Fate cuocere per dieci minuti in acqua calda e nel frattempo pelate tre patate e affettatele sottili e nel frattempo scaldate pure il forno. Preparato tutto? Bene! Nella pirofila va prima uno strato di patate, poi carciofi e fagiolini, pangrattato e parmigiano grattugiato. Un ultimo strato di patate, sale e olio e poi in forno per circa 30 minuti.
Se avete pazienza e tagliate i carciofi e se abbondate di pangrattato il tortino ha buone possibilità di restare tale e non trasformarsi in deformato.
Ah mi raccomando il sale! L'avessi messo anch'io sarebbe stato perfetto...!
Prendete dei carciofi surgelati (si, prendeteli surgelati perchè se vi mettete a pulire e spinare e sfogliare non vi passa più) e dei fagiolini (surgelati anch'essi, tanto ormai siete sul surgelato spinto)... Fate cuocere per dieci minuti in acqua calda e nel frattempo pelate tre patate e affettatele sottili e nel frattempo scaldate pure il forno. Preparato tutto? Bene! Nella pirofila va prima uno strato di patate, poi carciofi e fagiolini, pangrattato e parmigiano grattugiato. Un ultimo strato di patate, sale e olio e poi in forno per circa 30 minuti.
Se avete pazienza e tagliate i carciofi e se abbondate di pangrattato il tortino ha buone possibilità di restare tale e non trasformarsi in deformato.
Ah mi raccomando il sale! L'avessi messo anch'io sarebbe stato perfetto...!
giovedì 31 gennaio 2013
Pranzo di lavoro - Minestre rivoluzionarie
La rivoluzione nasce dalle idee semplici ed è trasportata da messaggeri semplici, o almeno così credo.
Cosa c'è di più semplice, in fondo, dell'idea di giustizia, di equità, di libertà...? Cosa c'è di più semplice della ruota, del fuoco, del vetro? E in cucina, cosa c'è di più semplice di una minestra? Nulla! E da qui è partita la mia piccola e poco pretenziosa rivoluzione.
Lavoro in un ufficio dove si va a pranzare fuori tutti i giorni. Divertente, la compagnia è simpatica ed è un modo per conoscersi, ma io sono la regina delle ricette per la pausa pranzo, sono l'ispiratrice della polpetta fai da te, sono la propinatrice delle melanzane d'ufficio, e col passare dei giorni mi sentivo a disagio! A me non ribolle il sangue, ribolle il brodo, e così ieri ho deciso di rompere questo schema e annunciare che non sarei uscita a mangiare perchè mi ero portata il pranzo da casa: facce stupite, quasi perplesse...
Questo è stato il mio gesto della serie "rivoluzione in pillole", quella che arriva vestita di stracci di gesti di nullo valore.
Adesso, immagino, vorrete conoscere la ricetta della mia minestra... Ma i bravi minestrari sanno che la minestra non ha ricetta, si nutre delle verdure rimaste nei cassetti del frigorifero, acqua e poco sale, con predominanza, se possibile, dell'ortaggio preferito o, in mancanza, il brivido della scoperta di nuovi intriganti mix.
...
So a che cosa state pensando, amici miei, reazionari alimentari: alle difficoltà a trasportare la minestra senza lasciare la scia sugli scalini della metro, e a come darle più sapore senza far rotolare una forma di parmigiano davanti a voi nel percorso casa-ufficio e senza olio à-porter... Non voglio lasciarvi margini di argomentazioni: la minestra non si versa nella borsa se trasportata in apposito contenitore ermetico e vi basterà portare un pezzotto di parmigiano da fare a scaglie e tocchettini e mollare a tuffo nella minestra subito dopo il passaggio in microonde per farla diventare unica!
Io ho aggiunto anche i grissini rustici a mo' di crostini, fate un po' voi...
In ogni caso, non avete più scuse per non fare il vostro piccolo gesto da autentici rivoluzionari!
Cosa c'è di più semplice, in fondo, dell'idea di giustizia, di equità, di libertà...? Cosa c'è di più semplice della ruota, del fuoco, del vetro? E in cucina, cosa c'è di più semplice di una minestra? Nulla! E da qui è partita la mia piccola e poco pretenziosa rivoluzione.
Lavoro in un ufficio dove si va a pranzare fuori tutti i giorni. Divertente, la compagnia è simpatica ed è un modo per conoscersi, ma io sono la regina delle ricette per la pausa pranzo, sono l'ispiratrice della polpetta fai da te, sono la propinatrice delle melanzane d'ufficio, e col passare dei giorni mi sentivo a disagio! A me non ribolle il sangue, ribolle il brodo, e così ieri ho deciso di rompere questo schema e annunciare che non sarei uscita a mangiare perchè mi ero portata il pranzo da casa: facce stupite, quasi perplesse...
Questo è stato il mio gesto della serie "rivoluzione in pillole", quella che arriva vestita di stracci di gesti di nullo valore.
Adesso, immagino, vorrete conoscere la ricetta della mia minestra... Ma i bravi minestrari sanno che la minestra non ha ricetta, si nutre delle verdure rimaste nei cassetti del frigorifero, acqua e poco sale, con predominanza, se possibile, dell'ortaggio preferito o, in mancanza, il brivido della scoperta di nuovi intriganti mix.
...
So a che cosa state pensando, amici miei, reazionari alimentari: alle difficoltà a trasportare la minestra senza lasciare la scia sugli scalini della metro, e a come darle più sapore senza far rotolare una forma di parmigiano davanti a voi nel percorso casa-ufficio e senza olio à-porter... Non voglio lasciarvi margini di argomentazioni: la minestra non si versa nella borsa se trasportata in apposito contenitore ermetico e vi basterà portare un pezzotto di parmigiano da fare a scaglie e tocchettini e mollare a tuffo nella minestra subito dopo il passaggio in microonde per farla diventare unica!
Io ho aggiunto anche i grissini rustici a mo' di crostini, fate un po' voi...
In ogni caso, non avete più scuse per non fare il vostro piccolo gesto da autentici rivoluzionari!
mercoledì 3 ottobre 2012
Pranzo di lavoro - Braciole, braciole, braciole!
Lo canto a squarciagola sul più noto tema di Mina "Parole, parole, parole", mentre riempio la carne di "muddica cunsata" e respiro Sicilia in terra nordica.
La ricetta è semplice, è la spiegazione che è complicata, perchè è molto localizzata e corrisponde, come tutte le ricette tipiche, ad una vera e propria filosofia di vita.
Cominciamo con il nome: noi le chiamiamo "braciole", caricando sulla 'o' accentata tutta la nostra idea di pieno, di sazio, di gusto su quel piatto che l'universo mondo al di fuori della provincia di Messina conosce come "involtini", che fa più elegante e misurato, perciò non rende proprio l'idea di esagerazione che ci accompagna in ogni manifestazione della vita!
Ero già grande quando ho scoperto che per voi le braciole sono la bistecca di maiale...
Passiamo al taglio: anche questo, fuori dal territorio messinese, non c'è, non si trova. Sparuti macellai palermitani e catanesi ci provano, ma con risultati, non me ne vogliate, veramente lontani dalle nostre braciole... E allora voi, amici vicini e lontani, che volete avventurarvi nella preparazione delle braciole, chiedete all'amico macellaio il taglio cotolette o brasato, e che la fetta sia sottile ma veramente sottile...
Chiudiamo con il condimento: chi segue il mio blog, lo conosce già! Pangrattato, parmigiano grattugiato (forza con quelle braccia! No a buste di anonimi formaggi simil parmesàn, comprate un bel pezzo di Parmigiano, possibilmente di quello in offerta perchè sopravvissuto al terremoto, e grattugiatelo voi), prezzemolo e aglio tritati finemente, un filo d'olio, formaggio a pezzetti.
A questo punto, il difficile è superato e arriva il divertimento: fetta di carne, condimento in centro, rotolino chiuso ai lati e infilzare allegramente con uno spiedino, per un totale di 5-6 braciole per spiedino.
Cucinatele alla brace, alla piastra, in padella, al forno, fate come volete, sempre buone sono!
Io le ho mangiate stasera e lo spiedino rimasto me lo porto domani per pranzo con insalata di pomodori di contorno... E spero vivamente e sinceramente che possiate fare lo stesso anche voi!
Buon pranzo!
La ricetta è semplice, è la spiegazione che è complicata, perchè è molto localizzata e corrisponde, come tutte le ricette tipiche, ad una vera e propria filosofia di vita.
Cominciamo con il nome: noi le chiamiamo "braciole", caricando sulla 'o' accentata tutta la nostra idea di pieno, di sazio, di gusto su quel piatto che l'universo mondo al di fuori della provincia di Messina conosce come "involtini", che fa più elegante e misurato, perciò non rende proprio l'idea di esagerazione che ci accompagna in ogni manifestazione della vita!
Ero già grande quando ho scoperto che per voi le braciole sono la bistecca di maiale...
Passiamo al taglio: anche questo, fuori dal territorio messinese, non c'è, non si trova. Sparuti macellai palermitani e catanesi ci provano, ma con risultati, non me ne vogliate, veramente lontani dalle nostre braciole... E allora voi, amici vicini e lontani, che volete avventurarvi nella preparazione delle braciole, chiedete all'amico macellaio il taglio cotolette o brasato, e che la fetta sia sottile ma veramente sottile...
Chiudiamo con il condimento: chi segue il mio blog, lo conosce già! Pangrattato, parmigiano grattugiato (forza con quelle braccia! No a buste di anonimi formaggi simil parmesàn, comprate un bel pezzo di Parmigiano, possibilmente di quello in offerta perchè sopravvissuto al terremoto, e grattugiatelo voi), prezzemolo e aglio tritati finemente, un filo d'olio, formaggio a pezzetti.
A questo punto, il difficile è superato e arriva il divertimento: fetta di carne, condimento in centro, rotolino chiuso ai lati e infilzare allegramente con uno spiedino, per un totale di 5-6 braciole per spiedino.
Cucinatele alla brace, alla piastra, in padella, al forno, fate come volete, sempre buone sono!
Io le ho mangiate stasera e lo spiedino rimasto me lo porto domani per pranzo con insalata di pomodori di contorno... E spero vivamente e sinceramente che possiate fare lo stesso anche voi!
Buon pranzo!
giovedì 15 settembre 2011
Pranzo di lavoro - Prima che sia troppo tardi
Sta per finire la stagione delle melanzane, bisogna affrettarsi!
Lo so che ve lo ho proposte in tutte le forme e soluzioni possibili, ma i più attenti avranno notato che ho lasciato per ultimo il must del mondo melanzanese: la parmigiana!
Non lasciatevi incantare da chi favoleggia parmigiane con prosciutto e carne macinata! La parmigiana, quella vera made in Sicily e dal sapore indimenticabile, non ha bisogno di altro che non siano strati di fette di melanzane fritte, salsa di pomodoro (col basilico fresco, mi raccomando), mozzarella a pezzi e parmigiano grattuggiato. Non ha bisogno di altro che passare in forno per mezz'oretta e riposare almeno 10 minuti prima di essere mangiata, ma questo non è un problema, la fate domenica e ve la portate per la pausa pranzo di lunedì...
La portate tutta intera, ovviamente, per distribuirla ai colleghi, sareste troppo cattivi a mangiare parmigiana con espressione compiaciuta mentre loro ingurgitano insalatone con ingredienti accoppiati a caso!
Le melanzane più buone le trovate nell'orto del nonno, ma se il nonno non c'è più e gli zii han venduto l'orto (e Maramao, di conseguenza, è deceduto), allora http://www.risparmiosuper.it/ saprà indicarvi dove trovare tutti gli ingredienti!
Buon appetito!
Lo so che ve lo ho proposte in tutte le forme e soluzioni possibili, ma i più attenti avranno notato che ho lasciato per ultimo il must del mondo melanzanese: la parmigiana!
Non lasciatevi incantare da chi favoleggia parmigiane con prosciutto e carne macinata! La parmigiana, quella vera made in Sicily e dal sapore indimenticabile, non ha bisogno di altro che non siano strati di fette di melanzane fritte, salsa di pomodoro (col basilico fresco, mi raccomando), mozzarella a pezzi e parmigiano grattuggiato. Non ha bisogno di altro che passare in forno per mezz'oretta e riposare almeno 10 minuti prima di essere mangiata, ma questo non è un problema, la fate domenica e ve la portate per la pausa pranzo di lunedì...
La portate tutta intera, ovviamente, per distribuirla ai colleghi, sareste troppo cattivi a mangiare parmigiana con espressione compiaciuta mentre loro ingurgitano insalatone con ingredienti accoppiati a caso!
Le melanzane più buone le trovate nell'orto del nonno, ma se il nonno non c'è più e gli zii han venduto l'orto (e Maramao, di conseguenza, è deceduto), allora http://www.risparmiosuper.it/ saprà indicarvi dove trovare tutti gli ingredienti!
Buon appetito!
sabato 10 settembre 2011
Espressioni di settembre
Settembre porta novità e colore!
104 curriculum è un piccolo spazietto nell'universo sconfinato del web, una specie di giardinetto virtuale, da coltivare e arricchire di contenuti sempre nuovi. Da qui mi piace guardare intorno, osservare e contemporaneamente raccontare momenti di vita vissuta da me o da altri, vedere svilupparsi il percorso di persone vicine e lontane, in un fluire continuo fra reale e virtuale, e capire se e in che modo potrà incrociarsi con il mio... E si trova! Eureka! Si trova gente interessante, che porta avanti progetti originali, con entusiasmo e intelligenza: persone che lavorano e vivono in ambiti e ambienti talmente diversi dal mio, da rendere ancora più avvincente la sfida a trovare punti di contatto, ma con le quali ho scoperto di condividere idee, proposte, passioni!
E allora, vai con le news...!
Dalla prossima settimana la rubrica "Pranzo di lavoro" diventa imperdibile: io ci metto la ricetta e il team di http://www.risparmiosuper.it/ vi dice dove comprare gli ingredienti per risparmiare sulla spesa. Risparmiosuper è un sito web che mette a confronto i prezzi dei supermercati: voi inserite la città e il sito vi dice in tempo reale dove conviene comprare pappa e panni al pupo senza lasciarci lo stipendio! Alla "testa" (è proprio il caso di dirlo!) di tutto ciò c'è Barbara Labate, messinese doc... Potevamo non incontrarci!?
Non voglio anticipare nulla per non rovinare la sorpresa, ma sappiate (e fate sapere a chi potrebbe essere interessato...) che 104 curriculum cerca vignettisti e caricaturisti, presto vedrete perchè!
Infine, dal reale al virtuale andata e ritorno, si inizia anche la collaborazione con il sito di un gruppo di coetanei che raccontano l'Italia di oggi cercando il cambiamento, quello vero. Come loro credo nella forza dirompente delle parole, perciò vado da loro a dire la mia! Chi sono? Dopo il primo articolo, saprete anche questo...
Non cambiate canale, 104 curriculum è per sempre!
104 curriculum è un piccolo spazietto nell'universo sconfinato del web, una specie di giardinetto virtuale, da coltivare e arricchire di contenuti sempre nuovi. Da qui mi piace guardare intorno, osservare e contemporaneamente raccontare momenti di vita vissuta da me o da altri, vedere svilupparsi il percorso di persone vicine e lontane, in un fluire continuo fra reale e virtuale, e capire se e in che modo potrà incrociarsi con il mio... E si trova! Eureka! Si trova gente interessante, che porta avanti progetti originali, con entusiasmo e intelligenza: persone che lavorano e vivono in ambiti e ambienti talmente diversi dal mio, da rendere ancora più avvincente la sfida a trovare punti di contatto, ma con le quali ho scoperto di condividere idee, proposte, passioni!
E allora, vai con le news...!
Dalla prossima settimana la rubrica "Pranzo di lavoro" diventa imperdibile: io ci metto la ricetta e il team di http://www.risparmiosuper.it/ vi dice dove comprare gli ingredienti per risparmiare sulla spesa. Risparmiosuper è un sito web che mette a confronto i prezzi dei supermercati: voi inserite la città e il sito vi dice in tempo reale dove conviene comprare pappa e panni al pupo senza lasciarci lo stipendio! Alla "testa" (è proprio il caso di dirlo!) di tutto ciò c'è Barbara Labate, messinese doc... Potevamo non incontrarci!?
Non voglio anticipare nulla per non rovinare la sorpresa, ma sappiate (e fate sapere a chi potrebbe essere interessato...) che 104 curriculum cerca vignettisti e caricaturisti, presto vedrete perchè!
Infine, dal reale al virtuale andata e ritorno, si inizia anche la collaborazione con il sito di un gruppo di coetanei che raccontano l'Italia di oggi cercando il cambiamento, quello vero. Come loro credo nella forza dirompente delle parole, perciò vado da loro a dire la mia! Chi sono? Dopo il primo articolo, saprete anche questo...
Non cambiate canale, 104 curriculum è per sempre!
giovedì 21 aprile 2011
Pranzo di lavoro - I tre amici
I tre amici inseparabili in cucina sono melanzana, zucchina e peperone. Fateci caso: camminano sempre insieme! Dove c'è una melanzana che frigge, ci sono gli altri due subito pronti per realizzare la caponata; se metti il peperone sott'aceto, dopo che fai? Non la metti la melanzana sott'olio? Per forza! E la zucchina bollita di che sa? Di niente! Ma se fai bollire pure la melanzana e triti insieme la polpa di entrambe, già è un'altra storia...
Insomma, è così, che vi piaccia o no, vanno sempre insieme... Anzi, fatevelo piacere, perchè il consiglio di oggi riguarda loro.
Prendete un bell'esemplare di ciascun ortaggio (che bella parola ortaggio, sa di fresco, sano, terrigno e nutriente), sciacquatelo mantenendo la buccia. Le donne del gruppo (melanzana e zucchina) vanno affettate per la lunghezza senza andare troppo per il sottile, l'uomo va lasciato intero. I più fortunati di voi useranno la brace, gli altri la piastra sui fornelli; il risultato non sarà uguale, la brace da tutto un altro sapore, e qui sta la diversa fortuna... Pazienza, piastrari, voi vi ritroverete meno attrezzi da pulire!
Insomma, grigliate le fette e il peperone intero come potete. Quest'ultimo mettetelo in un sacchetto di carta a raffreddare e poi toglietegli la buccia.
Condite in libertà di sale, olio, aglio e origano e mangiate in abbondanza, si sa che non fanno ingrassare!
Un consiglio ed una riflessione:
Consiglio: abbiate amore per i vostri capelli, copriteli con una fascia o un foulard, altrimenti profumeranno di ortaggi per settimane!
Riflessione: vero è che la parte femminile del tris viene fatta a fettine, e questa sembrerebbe la vittoria della parte maschile di lettori, ma volete mettere la soddisfazione di prendere un essere di genere maschile (per comodità chiamato peperone), soffocarlo con un sacchetto e poi spellarlo!? Raffinatezze da donna che la buona cucina impone... Buon pranzo!
Insomma, è così, che vi piaccia o no, vanno sempre insieme... Anzi, fatevelo piacere, perchè il consiglio di oggi riguarda loro.
Prendete un bell'esemplare di ciascun ortaggio (che bella parola ortaggio, sa di fresco, sano, terrigno e nutriente), sciacquatelo mantenendo la buccia. Le donne del gruppo (melanzana e zucchina) vanno affettate per la lunghezza senza andare troppo per il sottile, l'uomo va lasciato intero. I più fortunati di voi useranno la brace, gli altri la piastra sui fornelli; il risultato non sarà uguale, la brace da tutto un altro sapore, e qui sta la diversa fortuna... Pazienza, piastrari, voi vi ritroverete meno attrezzi da pulire!
Insomma, grigliate le fette e il peperone intero come potete. Quest'ultimo mettetelo in un sacchetto di carta a raffreddare e poi toglietegli la buccia.
Condite in libertà di sale, olio, aglio e origano e mangiate in abbondanza, si sa che non fanno ingrassare!
Un consiglio ed una riflessione:
Consiglio: abbiate amore per i vostri capelli, copriteli con una fascia o un foulard, altrimenti profumeranno di ortaggi per settimane!
Riflessione: vero è che la parte femminile del tris viene fatta a fettine, e questa sembrerebbe la vittoria della parte maschile di lettori, ma volete mettere la soddisfazione di prendere un essere di genere maschile (per comodità chiamato peperone), soffocarlo con un sacchetto e poi spellarlo!? Raffinatezze da donna che la buona cucina impone... Buon pranzo!
giovedì 7 aprile 2011
Pranzo di lavoro - Chi non saprebbe...?
Mettere a bollire il riso, scolarlo e bloccare la cottura con acqua fredda? Aprire un barattolo di condimento per insalata di riso e versarlo col il riso in una ciotola? Aprire due scatolette di tonno e versare anche quelle?
Chi non saprebbe farlo? E aggiungere l'indomani mattina del pomodoro fresco tagliato a pezzettini, che da gusto, freschezza e leggerezza?
Chi non saprebbe farlo...? Chi non saprebbe farlo, non è adatto a questa rubrica! In 20 minuti avete risolto il problema pranzo di lavoro!
Chi non saprebbe farlo? E aggiungere l'indomani mattina del pomodoro fresco tagliato a pezzettini, che da gusto, freschezza e leggerezza?
Chi non saprebbe farlo...? Chi non saprebbe farlo, non è adatto a questa rubrica! In 20 minuti avete risolto il problema pranzo di lavoro!
mercoledì 23 marzo 2011
Pranzo di lavoro - Piovono polpette!
Carta e penna amici, chè si cucina!
Preavviso: man mano che mettete gli ingredienti assaggiate, perchè non ho dosaggi!
Mettete in una ciotola un po' di carne macinata (ad occhio, in base a quanto mangiate!), salate (ad occhio, in base a quanto portate la pressione!), sbatteteci dentro uovo, prezzemolo e 1/4 di spicchio di aglio tritati finemente (a tritare molto finemente ci riescono meglio le donne, ndr.), pangrattato e parmigiano grattugiato (ad occhio, a seconda del sapore che volete dare). Mescolate ben bene per amalgamare e aggiungete un po' di latte.
Friggete e posatele su un piatto con un foglio di carta da cucina. Tenetele lì 10 minuti, poi toglietele e conservatele da qualche parte al sicuro da gatti o altro genere di coinquilini affamati.
Domani in pausa pranzo potrete mangiarle sia fredde che riscaldate un minuto nel microonde.
Consiglio 1: fate un impasto morbido, non denso e massoso, perchè altrimenti da stasera a domani ora di pranzo diventano pietre adatte ad alzare muretti a secco... La morbidezza dell'impasto è direttamente proporzionale all'aggiunta di latte.
Consiglio 2: se son venute bene mangiatele e offritele, le polpette, si sa, migliorano i rapporti con i colleghi.
Consiglio 3: se son venute male... Mi pare ci sia un ottimo bar proprio vicino al vostro posto di lavoro!
Preavviso: man mano che mettete gli ingredienti assaggiate, perchè non ho dosaggi!
Mettete in una ciotola un po' di carne macinata (ad occhio, in base a quanto mangiate!), salate (ad occhio, in base a quanto portate la pressione!), sbatteteci dentro uovo, prezzemolo e 1/4 di spicchio di aglio tritati finemente (a tritare molto finemente ci riescono meglio le donne, ndr.), pangrattato e parmigiano grattugiato (ad occhio, a seconda del sapore che volete dare). Mescolate ben bene per amalgamare e aggiungete un po' di latte.
Friggete e posatele su un piatto con un foglio di carta da cucina. Tenetele lì 10 minuti, poi toglietele e conservatele da qualche parte al sicuro da gatti o altro genere di coinquilini affamati.
Domani in pausa pranzo potrete mangiarle sia fredde che riscaldate un minuto nel microonde.
Consiglio 1: fate un impasto morbido, non denso e massoso, perchè altrimenti da stasera a domani ora di pranzo diventano pietre adatte ad alzare muretti a secco... La morbidezza dell'impasto è direttamente proporzionale all'aggiunta di latte.
Consiglio 2: se son venute bene mangiatele e offritele, le polpette, si sa, migliorano i rapporti con i colleghi.
Consiglio 3: se son venute male... Mi pare ci sia un ottimo bar proprio vicino al vostro posto di lavoro!
lunedì 21 marzo 2011
Pranzo di lavoro
Stagione nuova, rubrica nuova!
All'apertura del blog vi avevo promesso che avremmo parlato anche di cucina, ma finora non avevo trovato un nesso valido fra lavoro e cucina (a meno che non cominci ad inviare cv come chef, ma questo è escluso), fino a quando un'amica non mi ha reso partecipe di un suo grande interrogativo: come mai il riso al pomodoro cotto la sera prima e poi scaldato nel microonde durante la pausa pranzo si era rivelato perfetto per affiggere manifesti e affliggere il suo stomaco? Già, come mai? Chissà come mai...
Ora è evidente che la mia amica, nonostante le origini siciliane, sia carente dei fondamentali della cucina, tipo il tempo di cottura e mantenimento della stessa da parte del riso, ma non possiamo fargliene una colpa... Io ho iniziato a chiederle "ma non ti potevi cucinare questo, questo e quest'altro?", con la naturalezza di chi, da buona forchetta, non resterebbe mai digiuna in pausa pranzo!
Ridendo del riso, però, è venuto fuori uno spunto interessante: una rubrica che suggerisca piatti adatti alla pausa pranzo fuori casa!
Piatti da preparare facilmente, magari cucinandoli la sera prima senza spiacevoli sorprese...
Avviso ai naviganti:
1. Non ho nessuna intenzione di trasformarmi in Benedetta Parodi, nè in Vissani, per cui le ricette suggerite saranno tutt'altro che originali, perfette e garantite. Diciamo che saranno piuttosto dei consigli...
2. Ho un pessimo rapporto con i dosaggi, preparatevi: vado ad occhio e ad assaggio!
3. Fritti e ripieni non mancheranno, sono siciliana io!
4. Non ho neanche intenzione di trasformarmi in Antonellona Clerici, per cui non potrò garantirvi più di un consiglio alla settimana, fatevelo bastare... O andate di fantasia!
Bene, che altro aggiungere? A domani per la prima ricetta!
All'apertura del blog vi avevo promesso che avremmo parlato anche di cucina, ma finora non avevo trovato un nesso valido fra lavoro e cucina (a meno che non cominci ad inviare cv come chef, ma questo è escluso), fino a quando un'amica non mi ha reso partecipe di un suo grande interrogativo: come mai il riso al pomodoro cotto la sera prima e poi scaldato nel microonde durante la pausa pranzo si era rivelato perfetto per affiggere manifesti e affliggere il suo stomaco? Già, come mai? Chissà come mai...
Ora è evidente che la mia amica, nonostante le origini siciliane, sia carente dei fondamentali della cucina, tipo il tempo di cottura e mantenimento della stessa da parte del riso, ma non possiamo fargliene una colpa... Io ho iniziato a chiederle "ma non ti potevi cucinare questo, questo e quest'altro?", con la naturalezza di chi, da buona forchetta, non resterebbe mai digiuna in pausa pranzo!
Ridendo del riso, però, è venuto fuori uno spunto interessante: una rubrica che suggerisca piatti adatti alla pausa pranzo fuori casa!
Piatti da preparare facilmente, magari cucinandoli la sera prima senza spiacevoli sorprese...
Avviso ai naviganti:
1. Non ho nessuna intenzione di trasformarmi in Benedetta Parodi, nè in Vissani, per cui le ricette suggerite saranno tutt'altro che originali, perfette e garantite. Diciamo che saranno piuttosto dei consigli...
2. Ho un pessimo rapporto con i dosaggi, preparatevi: vado ad occhio e ad assaggio!
3. Fritti e ripieni non mancheranno, sono siciliana io!
4. Non ho neanche intenzione di trasformarmi in Antonellona Clerici, per cui non potrò garantirvi più di un consiglio alla settimana, fatevelo bastare... O andate di fantasia!
Bene, che altro aggiungere? A domani per la prima ricetta!
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