In 40 arrivano da mezza Europa, di ogni età, colore, religione. Non li avevo mai visti prima...
Poteva succedere di tutto, ed è successo... E mi sa che succederà ancora!
Di questo progetto ENVOY, che seguirò per un paio di giorni, potrei farvi una cronaca esilarante, ma per mancanza di tempo, vi riservo solo le parti migliori, preziose imperdibili chicche!
1. Buffet di fine convegno, per fare la parte di quella accogliente mi avvicino ad una signorona sorridendo splendida "do you like it?", con l'espressione della deficiente. Lei risponde "si", ma non mi basta per capire che è italiana, quindi proseguo con "sicilian very tipical food!" (un very, quando parli inglese, lo devi sempre inserire). Lei risponde "lo so", ma io ancora non capisco che ho davanti uno dei pochi italiani presenti in sala, per cui persevero con "well, hope you like it!". Lei risponde "grazie" e solo allora, realizzando, divento rossa.
2. Gruppetto di ospiti stanchi, loro non parlano la mia lingua e io non parlo la loro, ma cerco di farmi capire e offro la mia macchina per accompagnarli all'hotel, dimenticando di avere un vecchio pandino bianco che non so quanto ancora resisterà.
Hanno valigie pesantissime (comincio a pensare trasportassero cadaveri), che finiscono nel portabagagli posteriore. Li faccio diciamo "accomodare" in macchina, caricandoli anche di pacchi miei e ignorando completamente che avevo parcheggiato in folle in salita... Con le parole non riuscirò mai a descrivere le loro facce mentre vedono la macchina scivolare lentamente all'ingiù in retromarcia e me ferma che li guardo dal marciapiede... E non riuscirò mai a descrivere la loro espressione di sollievo appena arrivati a destinazione...
Fino a stamattina sistemavo cartellette e moduli da far firmare, temendo lamentele sul solito "italian mood" da pare della precisissima Europa civilizzata... Poi gli piazzi davanti focaccia e arancini e tutto scorre!
A domani, dal diario di bordo della nave ENVOY!
Benvenuti!
13/104 è il numero magico, e ora? E ora è tutto da scoprire, sicuramente il meglio arriva da adesso in poi... Buona lettura!
sabato 5 novembre 2011
mercoledì 2 novembre 2011
Il puzzle
Una delle mie grandi passioni di bambina erano i puzzle. Grandi, colorati e complicati, rimanevo per ore a cercare l'incastro esatto per vedere l'immagine che a poco a poco si componeva davanti ai miei occhi, per lasciar scivolare la mano sul lucido del cartone semiplastificato, per scrutarne i dettagli. Ricordo che avevo una tecnica molto efficace: osservavo con attenzione l'immagine da comporre dalla copertina della scatola per cogliere ogni sfumatura di colore, poi dividevo i pezzi in lunghi e corti e cominciavo a cercare l'incastro da quelli con il colore meno presente nella foto, quindi più facili da individuare e montare. Cercavo poi di creare altri due tre nuclei di pezzi di immagine e progressivamente collegavo queste parti principali allargandole sempre di più. Ogni tanto, per spezzare una procedura talvolta monotona, assemblavo i pezzi della cornice, fino a completarlo tutto. Ho composto puzzle di 2.500-3.000 pezzi, un buon livello direi!
Adesso che sono adulta (...?) non ho più molto tempo da dedicare ai puzzle purtroppo, però vedo che quel passatempo non è stato inutile, adesso che il mio lavoro è un continuo montare puzzle, mettere insieme pezzi diversi, cercare l'incastro, conciliare... E alla fine ricostruire il quadro!
Bene, tutto bello, si... Tranne quando ti accorgi, come me in questo momento, che manca sempre qualche pezzo!
Adesso che sono adulta (...?) non ho più molto tempo da dedicare ai puzzle purtroppo, però vedo che quel passatempo non è stato inutile, adesso che il mio lavoro è un continuo montare puzzle, mettere insieme pezzi diversi, cercare l'incastro, conciliare... E alla fine ricostruire il quadro!
Bene, tutto bello, si... Tranne quando ti accorgi, come me in questo momento, che manca sempre qualche pezzo!
domenica 30 ottobre 2011
Dotazioni tecnologiche
Questo post ha il nobile scopo di sfatare due grandi miti sull'uso dello smartphone come strumento di lavoro.
Mito n. 1: "bello-lo-smartphone-si-gli-manca-solo-di-fare-il-caffè". Il mio blackberry, vecchiotto, passatissimo, ammaccato da mille cadute, avvilito da un software che ogni due per tre chiede di essere aggiornato, bloccato dal blackout di Blackberry che ha colpito l'universo interno, lui lo fa. Tecnicamente non prepara il caffè come fossa la moka di casa o la macchinetta del bar, ma da quando è affogato in una calda tazzina, emana un profumo così buono e fragrante che funziona meglio dei PocketCoffee. Eh si, il povero bb m'è caduto nel caffè! Che poi, essendo un bb vecchia classe buona tempra, ancora funziona! Riceve e manda segnali, l'unico problema è che il caffè asciugandosi ha creato uno strato morbido sotto ai tasti, che adesso, premendoli, non fanno contatto con il comando desiderato. In pratica funziona, ma non posso neanche schiacciare il tasto OK per ricevere la chiamata...
Garantisco però, torno a dire, che il profumo è buonissimo, l'aroma si sente 24 ore su 24, meglio degli spray per ambiente. Il mio bb, dunque, rappresenta una fase di passaggio, un momento evolutivo nel processo che va dal semplice telefono al multifunzione caffè incluso, e di questo sono molto orgogliosa.
Mito n. 2: "Poter-controllare-la-mail-ogni-minuto-mette-ansia": il bb di cui sopra ha vissuto con me per circa due anni e mezzo. Ha proprio vissuto, è il termine giusto, dal momento che mi ha trasmesso voci, pensieri, condiviso viaggi, arrabbiature, attese e speranze. Figuratevi che quella volta che l'ho portato all'assistenza per lasciarlo per circa un mese, ho tanto piagnucolato, fatto raccomandazioni e tentennato che l'opertore mi disse "signorina un telefono mi sta lasciando, mica un figlio"!
In due anni e mezzo di mail onnipresente, poter leggere la posta in tempo reale, vedere commenti e notifiche varie mi ha rassicurato tantissimo. Psicologi neanche troppo esperti diranno che dipende da un desiderio di controllo su tutto, mentre amici aggiornati diranno che sono workaholic (che brutta parola per dire malata di lavoro). tant'è che io mi ero abituata e stavo benissimo. L'ansia semmai lo smartphone te la fa venire quando non ce l'hai più, e sei pressato da non si sa cosa per correre a casa o in ufficio a leggere le novità sulla posta... Bello fare gli alternativi con il telefono vecchissima generazione di 29.90 €. bello avere l'alibi del "non vedo la posta" per evitare di lavorare troppo, bello non perdere due ore per registrare un numero, bello si, ma... Quanto mi manchi, Blackberry!
Tutto questo, amici, per dirvi (aprire bene le orecchie): ho perso i vostri numeri e non leggo più la posta in diretta!
Sfatiamo insieme il Mito n. 3: "Una-volta-opersa-la-rubrica-del-telefono-non-è-possibile-recuperare-tutti-i-contatti"!
Mito n. 1: "bello-lo-smartphone-si-gli-manca-solo-di-fare-il-caffè". Il mio blackberry, vecchiotto, passatissimo, ammaccato da mille cadute, avvilito da un software che ogni due per tre chiede di essere aggiornato, bloccato dal blackout di Blackberry che ha colpito l'universo interno, lui lo fa. Tecnicamente non prepara il caffè come fossa la moka di casa o la macchinetta del bar, ma da quando è affogato in una calda tazzina, emana un profumo così buono e fragrante che funziona meglio dei PocketCoffee. Eh si, il povero bb m'è caduto nel caffè! Che poi, essendo un bb vecchia classe buona tempra, ancora funziona! Riceve e manda segnali, l'unico problema è che il caffè asciugandosi ha creato uno strato morbido sotto ai tasti, che adesso, premendoli, non fanno contatto con il comando desiderato. In pratica funziona, ma non posso neanche schiacciare il tasto OK per ricevere la chiamata...
Garantisco però, torno a dire, che il profumo è buonissimo, l'aroma si sente 24 ore su 24, meglio degli spray per ambiente. Il mio bb, dunque, rappresenta una fase di passaggio, un momento evolutivo nel processo che va dal semplice telefono al multifunzione caffè incluso, e di questo sono molto orgogliosa.
Mito n. 2: "Poter-controllare-la-mail-ogni-minuto-mette-ansia": il bb di cui sopra ha vissuto con me per circa due anni e mezzo. Ha proprio vissuto, è il termine giusto, dal momento che mi ha trasmesso voci, pensieri, condiviso viaggi, arrabbiature, attese e speranze. Figuratevi che quella volta che l'ho portato all'assistenza per lasciarlo per circa un mese, ho tanto piagnucolato, fatto raccomandazioni e tentennato che l'opertore mi disse "signorina un telefono mi sta lasciando, mica un figlio"!
In due anni e mezzo di mail onnipresente, poter leggere la posta in tempo reale, vedere commenti e notifiche varie mi ha rassicurato tantissimo. Psicologi neanche troppo esperti diranno che dipende da un desiderio di controllo su tutto, mentre amici aggiornati diranno che sono workaholic (che brutta parola per dire malata di lavoro). tant'è che io mi ero abituata e stavo benissimo. L'ansia semmai lo smartphone te la fa venire quando non ce l'hai più, e sei pressato da non si sa cosa per correre a casa o in ufficio a leggere le novità sulla posta... Bello fare gli alternativi con il telefono vecchissima generazione di 29.90 €. bello avere l'alibi del "non vedo la posta" per evitare di lavorare troppo, bello non perdere due ore per registrare un numero, bello si, ma... Quanto mi manchi, Blackberry!
Tutto questo, amici, per dirvi (aprire bene le orecchie): ho perso i vostri numeri e non leggo più la posta in diretta!
Sfatiamo insieme il Mito n. 3: "Una-volta-opersa-la-rubrica-del-telefono-non-è-possibile-recuperare-tutti-i-contatti"!
lunedì 24 ottobre 2011
Pranzo di lavoro - Un muffin vi seppellirà
...Beh, uno magari no, ma se ne mangiate 6-7 rischiate! E rischiate, visto che li mangerete, mentre sul pc scorre l'elenco delle cose da fare entro domani... Certo, fra le cose da fare, non vi metterete certo a preparare muffin, direte voi... E invece si!
Si, li preparerete, perchè è semplicissimo, troppo semplice per non farlo!
E poi il muffin è filosofia pura... Non ci credete? Allora secondo voi a cosa penserete, quando applicherete la formula del "polvere alla polvere" e rifletterete sui quantitativi, unendo farina, zucchero (metà della farina), cacao (metà dello zucchero) e lievito (mezza bustina)...?
A cosa penserete guardando il fluire del latte che da candido che era adesso si ingialla di uova e burro fuso...? E quando le due nature, quella granulosa e quella fluida si incontreranno, non vorrete non pensare che siamo nati per cercare i nostri opposti...?
E ora che i muffin diventano simpatici e sorridenti negli stampini, e voi avrete riflettuto abbastanza sul senso della vita, ora che il profumo invade la cucina e fuori dalla finestra c'è la pace della notte fredda e autunnale, bene... Ora svegliatevi e tornate al pc, che c'è da lavorare!
PS 1. Poichè gli opposti si attraggono, l'impasto dei muffin è completo solo con un pizzico di sale, che esalta il dolce e lo rende saporito.
PS 2. Separate gli impasti e unite ingredienti a piacere, per muffin al cacao, alle more, all'uvetta... Un arcobaleno di muffin per addolcire domani, visto che vi aspetta una giornatina proprio niente male!
Si, li preparerete, perchè è semplicissimo, troppo semplice per non farlo!
E poi il muffin è filosofia pura... Non ci credete? Allora secondo voi a cosa penserete, quando applicherete la formula del "polvere alla polvere" e rifletterete sui quantitativi, unendo farina, zucchero (metà della farina), cacao (metà dello zucchero) e lievito (mezza bustina)...?
A cosa penserete guardando il fluire del latte che da candido che era adesso si ingialla di uova e burro fuso...? E quando le due nature, quella granulosa e quella fluida si incontreranno, non vorrete non pensare che siamo nati per cercare i nostri opposti...?
E ora che i muffin diventano simpatici e sorridenti negli stampini, e voi avrete riflettuto abbastanza sul senso della vita, ora che il profumo invade la cucina e fuori dalla finestra c'è la pace della notte fredda e autunnale, bene... Ora svegliatevi e tornate al pc, che c'è da lavorare!
PS 1. Poichè gli opposti si attraggono, l'impasto dei muffin è completo solo con un pizzico di sale, che esalta il dolce e lo rende saporito.
PS 2. Separate gli impasti e unite ingredienti a piacere, per muffin al cacao, alle more, all'uvetta... Un arcobaleno di muffin per addolcire domani, visto che vi aspetta una giornatina proprio niente male!
giovedì 20 ottobre 2011
Tre mestieri generazionali
è un mestiere la pazienza, che si impara con la pratica.
è il mestiere dei muratori, artigiani e artisti allo stesso tempo.
Il silenzio è un mestiere, e lo è l'attesa.
La pazienza, il silenzio, l'attesa.
Quant'altro ancora bisognerà aspettare in paziente silenzio, perchè si accorgano che c'è una generazione che urla e scalpita per non essere costretta ad aspettare sempre...? Perchè si accorgano che non si può vivere aspettando che una vuota pazienza lasci passare le occasioni.
Passeremo alla storia di questo paesicolo come la generazione dell'intelligenza precaria.
è il mestiere dei muratori, artigiani e artisti allo stesso tempo.
Il silenzio è un mestiere, e lo è l'attesa.
La pazienza, il silenzio, l'attesa.
Quant'altro ancora bisognerà aspettare in paziente silenzio, perchè si accorgano che c'è una generazione che urla e scalpita per non essere costretta ad aspettare sempre...? Perchè si accorgano che non si può vivere aspettando che una vuota pazienza lasci passare le occasioni.
Passeremo alla storia di questo paesicolo come la generazione dell'intelligenza precaria.
sabato 15 ottobre 2011
I tarocchi di Angela - L'architetto
Per gli sportivi è troppo statico, per i clienti è fin troppo dinamico, per gli ingegneri non si sa come fa a stare in piedi. L'architetto è così, c'è e non c'è, appare e scompare. Quando è presente fisicamente, ha la testa da tutt'altra parte.
Ai matrimoni ignora la sposa per ammirare la chiesa.
Alle cene non tocca cibo ma trafuga piatti-design.
Potrebbe progettare il Guggenheim in un paesino sperduto, ma lotta ogni giorno contro l'arretratezza de "l'amministratore locale" (presto fra i tarocchi).
Disegna case bellissime, ma com'è che non le compra nessuno...?
Dal punto di vista estetico può essere fashion come la sorella di Miuccia Prada o very casual come il fratello della scrivente (questa doppiezza non vale per le donne architetto, sempre estremamente radical-chic!).
Un assioma muove le giornate dell'architetto: progetto ergo sum, e così procedendo lascia tutti alle sue spalle (dice lui, mentre l'ingegnere sghignazza con l'ennesimo contratto firmato in mano, tranne si tratti di archistar, così in voga di questi tempi).
L'architetto campa all'avventura e questo lo rende sempre simpatico agli occhi di tutti, l'importante è non dirglielo, per non farlo diventare immediatamente tronfio come un tenores!
Numero del tarocco: 89/104!
...Le spiegazioni a richiesta, son tarocchi, ci vuole un po' di mistero!
venerdì 14 ottobre 2011
E' arrivata la sorpresa!
Dopo annunci, rimandi, ritardi. finalmente si parte con una nuova rubrica!
Da stasera online "I tarocchi di Angela".
Ho deciso di offrire un servizio serio al nostro Paese ormai lasciato all'improvvisazione, in cui molti credono alla forza divinatoria dei rettangolini di carta colorata (tranne quando sono multe, bollette o certificati di laurea), leggendo per tutti i tarocchi dei lavori.
Ogni post descriverà una professione, con statistiche che riprendono la vocazione alfanumerica di 104curriculum: avrete quindi le percentuali di affermazione nella società, le probabilità di inserimento nel mondo del lavoro, il numero di cene fuori che vi potrebbe consentire lo stipendio e così via.
E siccome i tarocchi non solo racchiudono contenuti scottanti sul futuro di ciascuno, ma sono anche piccoli capolavori artistici belli da vedere, mi sono dotata di vero e proprio disegnatore di tarocchi, un professionista che descriverà con matita affilata ed ironica ogni singola carta. Lui si chiama Andrea Luceri e qualche anticipazione sui suoi lavori la trovate a questo link, http://luciferocomics.blogspot.com/.
Intanto cari miei, state connessi, prima o poi anche il vostro tarocco arriverà!
Da stasera online "I tarocchi di Angela".
Ho deciso di offrire un servizio serio al nostro Paese ormai lasciato all'improvvisazione, in cui molti credono alla forza divinatoria dei rettangolini di carta colorata (tranne quando sono multe, bollette o certificati di laurea), leggendo per tutti i tarocchi dei lavori.
Ogni post descriverà una professione, con statistiche che riprendono la vocazione alfanumerica di 104curriculum: avrete quindi le percentuali di affermazione nella società, le probabilità di inserimento nel mondo del lavoro, il numero di cene fuori che vi potrebbe consentire lo stipendio e così via.
E siccome i tarocchi non solo racchiudono contenuti scottanti sul futuro di ciascuno, ma sono anche piccoli capolavori artistici belli da vedere, mi sono dotata di vero e proprio disegnatore di tarocchi, un professionista che descriverà con matita affilata ed ironica ogni singola carta. Lui si chiama Andrea Luceri e qualche anticipazione sui suoi lavori la trovate a questo link, http://luciferocomics.blogspot.com/.
Intanto cari miei, state connessi, prima o poi anche il vostro tarocco arriverà!
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