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13/104 è il numero magico, e ora? E ora è tutto da scoprire, sicuramente il meglio arriva da adesso in poi... Buona lettura!


sabato 3 novembre 2012

Riorganizzazione

Tante piccole cose stanno cambiando in questi giorni nel mio lavoro semplicemente perchè ho iniziato a ripensarmi un po'.
Anzitutto ho cambiato postazione: prima era in cucina, calda e accogliente, ma con vista sui palazzi di fronte, ora è in una stanza uso studio, uso stireria, uso palestra, uso deposito, termosifone sotto ai piedi e bellissima vista su un gran giardino mille colori.
Ho cambiato il modo di presentarmi, rivedendo l'immagine degli strumenti di lavoro: ho ideato una linea grafica per carta intestata, portfolio, curriculum, che mi ha dato grande soddisfazioni! La grafica è semplicissima in realtà, qualunque web design la guarderebbe con tenerezza e ironia, ma siccome sono riuscita a far corrispondere aspetto grafico con una riflessione sui contenuti, allora sono contenta e soddisfatta.
Anche la composizione del portfolio è stata complessa, avendo un curriculum tutt'altro che choosy ho riflettuto giorni per valutare se inserire i progetti per settore, per tipologia di attività, cronologia, dimensioni... Togliendo colori, aggiungendo esperienze, modificando forme e parole, alla fine è venuto fuori un portfolio dignitoso... Che fatica!
Ho riorganizzato la documentazione, sia cartacea che in file: ora i ripiani della libreria hanno un loro perchè e nel computer è più facile trovare quello che cerco.
Con uno scampolo di nappa arancio ho realizzato un tappetino per il mouse, con altri ci farò un tappeto per la stanza.
Devo solo aggiornare il profilo sui social network professionali e il lavoro è quasi concluso.

Il lavoro di riorganizzare il proprio lavoro è complesso ma piacevole.
Arrivi ad un punto in cui diventa necessario: devi fermarti un paio di giorni e rivedere tutto l'insieme, altrimenti hai la sensazione che qualcosa ti stia sfuggendo di mano. E magari riemergono idee e riflessioni che sedimentano da mesi, crescendo dentro fino a trovare sfogo tutte insieme: idee di nuovi progetti, nuovi tentativi, nuovi percorsi.
Fermarsi a riflettere, provando a guardarsi con obiettività, è fondamentale per proseguire nel modo migliore. Ho capito, per esempio, che in certi periodi ci si appoggia su finte certezze e si fanno diventare alibi o problemi insuperabili quisquilie alle quali solitamente non si da alcun peso.
Ho capito, ma ri-capito sarebbe più adatto, che in contesti dalle dinamiche poco chiare, troppo impegno non sempre è premiato, per cui forse è meglio indirizzarlo altrove.
Visto da fuori, sembra che stia semplicemente facendo ordine, in realtà mi sembra di aiutarmi a ripartire meglio... Consapevolezze che fanno stare bene in un sabato pomeriggio con un buon caffè.


6 commenti:

  1. Ma sai che anch'io a volte ho proprio bisogno di rimettere tutto in ordine o riorganizzare il mio disordine;)

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    1. "Riorganizzare il disordine" mi piace!

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  2. Come si capisce che sei giovane e... illusa! :-D
    "Il lavoro di riorganizzare il proprio lavoro è complesso ma piacevole." Le ultime due parole mi han fatto sorridere, cosí come la faccenda di riorganizzare il CV. Per inciso, il lavoro é qualcosa che la vita ti obbliga a fare. L'essere DAVVERO creativi presuppone che tu faccia una cosa senza restrizioni di tempo, soldi e gente idiota fra i piedi. Quando il cervello é appunto libero da questi vincoli, puó concentrarsi al 100% sulla bellezza o sull'utilitá di una invenzione. Per caritá, hai fatto bene, anche io avevo curato il mio CV quando cercavo lavoro cercando di farci un'impaginazione originale e dei contenuti adeguati e che risaltassero. Ma da qui a dire che é stata una cosa piacevole é come dire che é piacevole andare in Posta a fare la coda e pagare il bollettino delle spese condominiali. Rendo? ;-)
    Comunque auguri di successo, ma il lavoro é giusto un obbligo della vita che alla fine non lascia nulla, ricordatelo.

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    1. Grazie davvero per la lezione di vita, a 34 anni effettivamente sentivo il bisogno di qualcuno che mi spiegasse il bilancio fra vita e lavoro...! Sarà per questo che rispondo ai commenti quando posso, visto che non vivo attaccata al blog o al pc, ma faccio anche altro...
      Non credo di aver fatto qualcosa di realmente creativo, semplicemente ho messo un po' d'ordine nel mio lavoro.
      Mi spiace tu abbia una visione così negativamente radicalizzata del lavoro, che per me invece rappresenta qualcosa di positivo nella mia vita. Ho rinunciato a guadagni più facili pur di raggiungere il lavoro che a me piace e adesso me lo sto godendo in pieno! Certo, ci sono momenti in cui non si ha voglia di lavorare, così come non tutte le attività che compongono il nostro lavoro ci piacciono allo stesso modo (magari all'insegnante piace più spiegare che correggere i compiti, al gommista piace più sostituire la ruota che misurare la pressione), ma questo non mi porta, fortunatamente, ad inquadrare il mio lavoro in maniera così negativa. Spezzo una lancia infine a favore delle persone con le quali lavoro tutti i giorni, che potrebbero sentirsi offese leggendo il tuo commento: non siete inutili nè tantomeno idioti! :)

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    2. Mi sa che non hai capito molto quello che intendevo dire. O forse mi sono espresso male? Dove ho detto che i tuoi colleghi sono inutili o idioti? Dove ho parlato di bilanciamento fra lavoro e vita privata? Ho detto che il lavoro in sé non ti lascia alla fine nulla, non i colleghi! Anzi i colleghi, quelli buoni, sono l'unica cosa che si salverebbe nei miei lavori! E non c'é nessun problema di bilanciamento fra lavoro e vita privata... il lavoro semplicemente va completamente tagliato via! Che poi tra il teorizzare e l'essere possibile ci sia una enorme differenza, siamo d'accordo ma io volevo puntualizzare che l'uomo in generale puó sentirsi libero di avere idee e creare solo se non é oppresso dall'aspetto lavorativo/economico. Non ti dice nulla la parola "mecenate"? Cosa servivano se non a questo?

      Non capisco bene "non vivo attaccata al blog o al pc"... Ecco ora la critica arriva ;-) (nota la smile... prima che ti arrabbi di nuovo): stare attaccati al PC é normalissimo al giorno d'oggi perché é uno strumento che amplia in modo pazzesco le tue capacitá di fare e comunicare... se lo si sa usare per tutto quello che sa fare. Ovviamente per stare attaccato al PC non intendo fisicamente ma per esempio PC a casa, smartphone in giro, PC in ufficio e cosí via. Non so se tu riesca a capire quale strumento incredibile sia. Puó fare tutto: radio, cinema, tv, telefono, stereo, biblioteca, biglietteria, enciclopedia, navigatore satellitare, guida turistica, pagine gialle, ecc. davvero con la potenza e la versatilitá che ha e l'accesso a internet, le possibilitá sono infinite. E non ci stai attaccata?
      Mi spiace (ma consolati che non sei la sola).
      Ma le cose cambieranno con la miniaturizzazione sempre piú spinta e alcune geniali creazioni... hai visto i prototipi degli occhiali prodotti da Google? La Google car? In quetso momento Google sta davvero trainando l'uomo verso il futuro.

      Scusa il romanzo, mi son lasciato trascinare a sognare a occhi aperti.

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  3. P.S.: Hai ripreso a non rispondere ai commenti del lettori? :-(

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